Sicurezza
Facevano la cresta ai servizi cimiteriali, due dipendenti di Apuafarma a processo
La vicenda è quella del buco da 400mila euro sollevata nel gennaio 2015 dall'allora presidente Fabrizio Volpi
CARRARA. Il caso, esploso nel gennaio del 2015, è quello che ha scosso dalle fondamenta la società partecipata Apuafarma. La scoperta, da parte dell’allora presidente Fabrizio Volpi di un "buco" nelle casse della società pari a 400mila euro. E, allo stesso tempo, la sua denuncia alla Procura della Repubblica nei confronti di due dipendenti che si erano messi in tasca gran parte dei soldi versati dai cittadini per i servizi cimiteriali. il processo contabile.
Della vicenda relativa all’ammanco nelle casse della partecipata comunale, adesso, i due dipendenti di Apuafarma dovranno difendersi anche davanti alla Cortei dei Conti della Toscana dall’accusa di danno erariale. Il danno provocato nel corso degli anni (dal 2008 al 2014) con una presunta e sistematica truffa nella gestione dei loculi cimiteriali. Il danno ammonterebbe a circa 400mila euro. La vicendaUn "buco" da 400mila euro distratti nel settore che gestisce i servizi cimiteriali e operato da due dipendenti che, nel frattempo, l’azienda ha provveduto a mettere alla porta.
E una denuncia alla Procura della Repubblica, presentata dalll’allora presidente della società, Fabrizio Volpi. Perché quegli ammanchi, si parla di quattrocentomila euro dal 2008 al 2014, sarebbero stati volontari. Da qui la sospensione dei due dipendenti. Una volta arrivato alla presidenza di Apuafarma Volpi aveva puntato la lente di ingrandimento sui bilanci. E aveva avuto, subito, l’impressione che qualcosa non tornasse. L’impressione è stata confermata dai numeri: mancavano all’appello circa 400mila euro.
L’azienda, a totale capitale pubblico, partecipata dai comuni di Carrara e Fivizzano, si occupava all’epoca della gestione della farmacie, ma non solo. Anche i servizi cimiteriali sono in carico ad Apuafarma e proprio nella gestione di quei servizi sarebbero emerse alcune criticità. I controlliUn provvedimento disciplinare, divenuto poi licenziamento nei confronti dei due dipendenti coinvolti. Uno di loro ha patteggiato la pena, ha versato un assegno di 25mila euro alla società che, per tutelarsi nella prima e delciatissima fase della vicenda aveva provveduto a impegnargli la casa. Per l’altro dipendente si attende ancor ail giudizio.
Ma intanto procede anche un altro capitolo legato al buco nelle casse di Apuafarma, quello legato al danno erariale. La corte dei contiProprio per la gravità delle accuse mosse nei confronti dei due dipendenti di Apuafarma la procura regionale della Corte dei Conti, guidata da Acheropita Mondera, ha firmato un atto di citazione per il danno erariale. I due dipendenti dovranno ora difendersi nel processo contabile per evitare il mega risarcimento nei confronti della società. Insomma una vicenda, quella esplosa nel gennaio del 2015 con la denuncia alla Procura della Repubblica di Massa dell’allora presidente della partecipata, Fabrizio Volpi, ancora ben lungi dall’essere definita. E per la quale ora si apre un nuovo fronte.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
