Italia
Ascesa e caduta della Synthesis, un ex dipendente racconta
«La grande visione di Adriano Olivetti cancellata dai finanzieri che l’hanno portata al fallimento. Ma è scandaloso che dopo 20 anni l’area sia in degrado»
MASSA. Negli anni migliori, Olivetti Synthesis aveva più di 800 dipendenti. Oggi è solo un ricordo e il nome di una grande area alle porte della città, abbandonata e in degrado. Sono passati ormai 19 anni dal fallimento di quell’azienda causato dalla sciagurata esperienza di Sicma della familglia Leto, subentrata alla Olivetti. E ore un ex dipendente della Synthesis, Piero Binelli, ripercorre la storia dell’azienda e chiede “che si faccia qualcosa” per recuperare l’area.. «Synthesis, nel 1938 – racconta Binelli – viene pensata e inserita nel contesto industriale di Massa, pensata , per chiudere il cerchio sulla organizzazione razionale degli uffici che, oltre alle macchine aveva necessità di armadi, classificatori, scrivanie. Il tutto legato alla grande visione di Adriano Olivetti, che con la sua concezione umanistica del lavoro definì che la produzione non poteva prescindere dal benessere sociale e culturale delle maestranze. Quando poi i finanzieri sono arrivati alla guida dell’azienda, i risultati sono stati tangibili per tutti noi che all’interno abbiamo vissuto la nostra esperienza lavorativa . Vedere lo stato di degrado e abbandono di un’area che era il fiore all’occhiello della Zona Industriale fa male a noi ex dipendenti ma credo anche all’intera città; non è stata possibile una riconversione , unica rimasta , dopo quella della Dalmine della Riv Skf poi Eaton e della Montedison, in un territorio falcidiato dalla disoccupazionei». E l’ex lavoratore si domanda come la Politica « non sia riuscita ad avere un poco della lungimiranza di Adriano Olivetti , e convertire , senza porre paletti su paletti, il sito industriale in un sito artigianale pensando in ultima analisi anche al commerciale. Credo che una risposta chiara su questo abbandono la si debba ai cittadini».
Binelli ricorda che il fallimento della Synthesis è ancora aperto dal 2000 e non se ne prevede la chiusura a breve, così come quello più recente del consorzio Gesco «ma resta il fatto che non si fa niente per rendere il sito attuale sicuro e dignitoso. L’amministrazione della città dovrebbe in un qualche modo intervenire; gli ambientalisti così attenti alla salvaguardia del territorio , ad oggi non mi risulta abbiano mai tirato per la giacchetta nessuno. È vero che teoricamente spetterebbe alla curatela del fallimento definire qualche intervento , sempre che abbia i fondi per l’operazione, però se qualcuno non spinge a fare niente sarà fatto».
L’ex dipendente Olivetti confessa poi il desiderio di entrare nella sua vecchia fabbrica, di rivedere ciò che resta degli ambienti che hanno segnato giornalmente il ritmo della sua vita. Un desiderio legato anche a un altro fatto: «Ho contattato – dice Binelli – lo studio incaricato dal Tribunale e i curatori che a breve mi dovrebbero dare l’autorizzazione alla ispezione per la ricerca della lastra commemorativa che era affissa all’ingresso agli uffici dedicata a Adriano Olivetti da un saldatore dipendente, Carlo Rossi. Sarebbe bello recuperare quella lastra succitata poiché è previsto per la seconda metà di aprile un convegno , a Palazzo Ducale, sulla figura di Olivetti. Quale migliore opportunità si avrebbe se in quel contesto si potesse presentare la lastra commemorativa ea seguire darne una collocazione pubblica più consona alla memoria del personaggio: a Palazzo Ducale o presso la sede del Comune. —
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