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“Arrivederci Saigon” e le ex “Stars”: «Vedevo giovani piangere e morire»

Daniela Marzano
“Arrivederci Saigon” e le ex “Stars”: «Vedevo giovani piangere e morire»

Un successo il pomeriggio al Garibaldi con il docufilm che ricostruisce i concerti del gruppo in Vietnam

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Imperdibile occasione di grande cinema quella offerta domenica pomeriggio al Cinema Garibaldi dall’Amministrazione Comunale di Carrara su proposta di Milene Mucci, esperta di comunicazione da anni dedita all’impegno civile, con la proiezione del docu-film “Arriverci Saigon” della regista Wilma Labate, per la sceneggiatura di Giampaolo Simi, prodotto dalla Solaria Film, Tralab con Rai Cinema, Aamod (Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico) e Rai Com-Teche Rai. Presenti in sala disponibili a parlare con il pubblico, con l’assessore alla Cultura Federica Forti a fare gli onori di casa, Giampaolo Simi e due delle protagoniste del film, Rossella Cannacini e Viviana Tacchella, rispettivamente cantante e chitarrista della band protagonista del film. Il docufilm narra l’incredibile storia della band al femminile “Le Stars”, 5 giovanissime musiciste toscane (Rossella Canaccini di Livorno, Daniela Santerini di Pontedera, Viviana Tacchella, Franca Deni e Manuela Bernardeschi di Piombino) che l’impresario Ivo Saggini mise insieme nel 1966 per suonare in molti locali italiani, ma che, in seguito alla firma di un controverso contratto per una breve tournée in estremo oriente, nel 1968, si trovarono a suonare per le truppe delle basi americane nella zona più calda della guerra in Vietnam dovendo rimanerci, vincolate dal contratto, per almeno 3 mesi. Così, mentre in Europa imperversavano i movimenti giovanili ad occupare scuole e contrastare il sistema, nel novembre 1968 cinque ragazze adolescenti si sono trovate catapultate a Saigon in mezzo ad una guerra cruenta che ignoravano, vivendo quotidianamente la paura delle bombe, il timore per la propria vita, esibendosi anche 3-4 volte al giorno per i coetanei americani (diventati “amici”) che in molti casi non avrebbero rivisto il giorno dopo. «Una esperienza così ti unisce per tutta la vita – spiega Viviana Tacchella la più vecchia del gruppo con i sui soli 23 anni – anche se al nostro ritorno, lasciato il nostro manager, dopo un breve periodo di attività, ci siamo sciolte. Nessuno di noi ha mai voluto raccontare questa esperienza, io perché la mia famiglia e la mia comunità profondamente comuniste hanno considerato tradimento il fatto di aver intrattenuto i soldati americani, una ha avuto problemi psicologici per cui è stata ricoverata, un’altra ha deciso di lasciarsi tutto alle spalle. Rossella, ebbe un contratto con Rca, ebbe qualche successo personale e poi ha iniziato a insegnare musica con me. Daniela, dopo 50 anni da quell’esperienza, ha avuto il coraggio di raccontare raccogliendo appunti e lettere in un libro, Choi-oi! - L'incredibile avventura delle Stars nel Vietnam del '68, da cui è partito il film». Rossella Cannaccini era la più giovane, solo 15 anni quando era in Vietnam “al nord ci andavano in grandi nomi come Joan Beaz o le grandi attrici – racconta – noi che facevamo anche blues, la musica dei neri, siamo state destinate al sud, insieme ai soldati afro-americani che come noi erano stati catapultati lì senza la loro volontà. Ho visto ragazzi piangere, morire, disperarsi. Non mancava a loro nulla, cibo cure e svago, ma dovevano andare ogni giorno incontro alla morte. Eravamo proprio a Saigon durante l’offensiva vietnamita del Tet” La storia è stata scoperta quasi per caso 6 anni fa da Giampaolo Simi, giornalista e sceneggiatore, che invitato dall’amico libraio ed editore Franco Ferrucci a Livorno per la presentazione del libretto della Santerini, oltre a essere colpito dalla voce blues di Rossella, è venuto a conoscenza di un materiale che ha definito vivo, interessante e disordinato. «L’ho dovuto leggere più volte per capire che nascondeva una grande storia, un intreccio tra storia di provincia e quella universale. Contattata la regista Wilma, abbiamo iniziato a scrivere una sceneggiatura che non piaceva ai produttori perché ritenuta troppo “fantastica”. Il docu-film è stata la nostra scelta per dimostrare proprio il fondamento storico della vicenda e grazie al grande lavoro sul materiale di repertorio montato in maniera meravigliosa che coinvolge emotivamente come in un vero film, abbiamo avuto un riscontro di pubblico e di critica molto grande. Lo abbiamo presentato all’ultimo Festival del Cinema di Venezia nella sezione Sconfini ed è stato preselezionato tra i 15 titoli della categoria documentari per il David di Donatello 2019». L’ideatrice Milene Mucci, che ha proposto al Comune questo evento, ha assistito alla proiezione del film a Pietrasanta “ero incuriosita dai 15 minuti di applausi ricevuti alla Biennale di Venezia. Trovo sia anche una testimonianza speciale del coraggio delle donne, incarnato da 5 adolescenti che hanno saputo affrontare lo stress di una carriera artistica, con un genere come quello blues un po’ di elité e non adatto a loro, sopravvissute agli orrori di una guerra storica e relegate con soldati in una base militare americana e senza via di scampo. Accusate per giunta come traditrici al loro ritorno”. Entusiasta anche l’Assessore alla cultura Forti che, dopo aver letto il messaggio di scuse della regista per la sua assenza, ha ringraziato tutti promettendo che questa “sarà una delle tante proposte interessanti che verranno offerte dal Comune. Non abbiamo una programmazione specifica ma siamo lieti di accogliere qui a Carrara tutte le proposte che ci perverranno”. —

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