Sicurezza
Bagni “murati” in pineta, ma le luci restano accese
CARRARA. I bagni pubblici di via Oriana Fallaci sono stati murati. Un servizio è stato tolto agli utenti della pineta.
Dopo essere rimasti chiusi per tutta l’estate e aperti giorno e notte durante e dopo la Festa della birra del 2018, periodo in cui sono stati brutalmente vandalizzati come abbiamo raccontato sulle pagine di questo giornale, adesso si ritrovano di nuovo inaccessibili agli utenti della pineta Paradiso.
Peccato le luci al loro interno rimangano comunque accese nelle ore notturne, con spreco di risorse e denaro pubblici.
La pineta è frequentata soprattutto da anziani. Il suo bacino di utenza potenziale si evince chiaramente dal documento unico di programmazione 2018, che mostra tra Carrara Centro, adiacenze, Avenza e Marina gli over 85 sono circa 27 mila 700: oltre il 44% dell’intera popolazione, composta da un totale circa 62 mila 500 cittadini. Senza contare chi viene dalle città limitrofe. Di quanti bagni pubblici possono disporre gli anziani che frequentano Marina?
«Quattro sono chiusi – spiega Flavio Franciosi del Comitato apuano per la salute pubblica e l’ambiente – l’unica eccezione è rappresentata da quelli del Parco Puccinelli che peraltro sono un ottimo esempio di buona gestione».
Fino almeno al 2016 è stato il presidente del bocciodromo a prendersi cura dei bagni di via Oriana Fallaci in accordo con Piazza 2 Giugno, occupandosi di aprire e chiudere i bagni e presidiarli, ricevendo dal Comune i prodotti igienici.
«Il dirigente comunale Luca Amadei mi ha spiegato che i bagni sono stati murati per i danni subiti dopo la Bier Fest – afferma Franciosi – ma siamo stati noi cittadini a segnalare che l’apertura diurna e notturna seguita alla festa della birra li aveva esposti ad atti vandalici. Sarebbe bastato chiuderne le porte in ferro, era assolutamente necessario murarli».
Franciosi ha colto l’occasione per ringraziare il consigliere di Forza Italia Lorenzo Lapucci per la sua presenza e il suo impegno.
Il piano dell’arenile del 2001 prevedeva che i servizi igienici delle pinete fossero realizzati in legno e non in muratura, e attorniati da chioschetti per il refrigerio degli utenti. I bagni di via Oriana Fallaci non sono collegati alla rete fognaria ma dotati di una fossa biologica. «Dovrebbe trattarsi di una fossa Imhoff – spiega Paolo Vatteroni, membro come Franciosi del Comitato apuano per la salute pubblica e l’ambiente – fatta per eliminare le acque reflue».
«Tuttavia non mi sembra che la fossa in questione risponda a tali caratteristiche. Presso questi servizi venne in visita tecnico comunale che mi espresse la necessità di un processo di valutazione tecnica ed economica per collegare in servizi alla rete fognaria - continua Vatteroni - L’assessore ai lavori pubblici Andrea Raggi mi assicurò che se ne sarebbero occupati in estate, prima della Bier Fest. Questo, tuttavia - conclude il suo intervento Vatteroni non è avvenuto». —
Irene Rubino
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