Lutto
Sicurezza e formazione, il modello Confimpresa nelle foto di un calendario
La confederazione attraverso la sua agenzia “Master” forma oltre 1000 persone l’annoCosimo Ferri e Giacomo Bugliani «Formare per lavorare sicuri»
MASSA. In un territorio in cui l’occupazione è sempre più rarità, la formazione diventa tassello indispensabile. Per disegnarsi un profilo chiaro nel mondo del lavoro, per avere una identità professionale che sia garanzia di collocamento o ricollocamento.
Confimprese, la confederazione che riunisce le piccole e medie imprese, lo sa bene. Con Master, la sua agenzia di formazione, affidata alla guida dell’amministratore Daniele Tarantino, nella sede massese in galleria Leonardo Da Vinci, forma oltre 1.000 persone l’anno. Provenienti da tutta Italia: solo un 10% degli “studenti” sono apuani, molti vengono anche dal sud: aereo fino a Pisa, treno, poi corso intensivo di diverse ore. Corsi formativi di ogni tipo, ma con un comune denominatore: la sicurezza che, nel mondo del lavoro, con la formazione va di pari passo. Sicurezza in cantiere, in strada, nei bar, nei negozi. E proprio i corsi sulla sicurezza sono i protagonisti del calendario di Confimprese. Dodici fotografie, realizzate da Massimo Matelli e accompagnate dai testi di Rossana Lazzini e Angela Maria Fruzzetti per illustrare e spiegare i corsi. La cultura della formazione «perché - nelle parole di Diego Giovinazzo, presidente nazionale di Confimprese - nonostante una sempre maggiore sensibilità degli imprenditori alla sicurezza sul lavoro, percepita come risorsa e non più come costo, il livello sufficiente di sicurezza non è stato raggiunto e non lo sarà fin quando un solo incidente sul lavoro ancora si verificherà». Il calendario quindi, nelle intenzioni di Confimpresa, diventa un monito: le fotografie a ricordare che formazione si può e si deve fare.
Cosimo Ferri, onorevole democratico, anni di lavoro come magistrato, sa bene - e lo ribadisce ieri alla presentazione del calendario - che «nella maggior parte dei casi, l’ infortunio sul lavoro nasce da una violazione delle norme sulla sicurezza o da una mancata formazione in materia. Più formazione equivale a dire più sicurezza, meno contenziosi e più crescita». Formazione intesa quindi come potenzialità e non come costo.
La formazione per Giacomo Bugliani, consigliere regionale, è lo strumento per declinare il diritto al lavoro, nel diritto ad un lavoro sicuro: «Riportiamo il concetto del lavoro nei canali tradizionali, dobbiamo tornare a concepirlo come strumento di realizzazione dell’individuo. La Regione - prosegue il consigliere - ha fatto un intervento importante nel segno della sicurezza sul lavoro». E si riferisce al piano straordinario per la sicurezza nel lapideo: «Si sono ridotti gli incidenti, anche implementando la formazione».
Un impegno quello della Regione Toscana che il consigliere ribadisce con forza, che l’amministratore di Master riconosce e che ben evidenzia Serena Vergassola, responsabile della sede Confimprese di Sarzana. La Vergassola, infatti, rileva che in Liguria la cultura della formazione non è ancora adeguatamente diffusa e invita la Regione ligure ad un maggiore impegno su quel versante. —
C.S.
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