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«Mi hanno costretto a uscire» Demetrio fa volare gli stracci

Gianluca Uberti
«Mi hanno costretto a uscire» Demetrio fa volare gli stracci

Il consigliere comunale di “Insieme per Aulla” attacca Paolo Sordi e gli ex colleghi parla di “cerchio magico” e annuncia che non si dimetterà, ma cambierà gruppo

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AULLA. Con un laconico post su entrambe le proprie pagine Facebook, sabato scorso il consigliere comunale di minoranza Arturo Andrea Demetrio aveva comunicato di avere deciso di lasciare il gruppo consiliare espressione della lista civica con cui era entrato in consiglio comunale Avanti insieme per Aulla, la cui capogruppo è la ex sindaca Silvia Magnani. Tutt’altro che laconico, invece, il post con cui ieri Demetrio ne ha spiegato le motivazioni, dalle quali emergono screzi e tensioni con altri candidati alla carica di consigliere comunale di "Avanti insieme per Aulla", in particolare con Paolo Sordi.

È un fiume in piena Demetrio, il quale prima ringrazia Silvia Magnani «per il coraggio dimostrato (quando era sindaca) nel non piegarsi al ricatto e quello nel sottrarsi a richieste ambigue», poi entra nel vivo, parlando di richieste di dimissioni dalla carica di consigliere comunale che, in almeno due occasioni, sarebbero state avanzate verso la sua persona. «Avevo intuito di non stare simpatico - scrive Demetrio - o di aver toccato qualche pupillo che non dovevo, che alcuni temi irritavano, e iniziò così una specie di lento isolamento. Demetrio andava allontanato perché parlava con la Magnani. Perché a differenza di qualcuno, le stava accanto per il suo nome e non per il cognome. Di fatto, nell'anno appena concluso, avrò incontrato il mio ex capogruppo, credo, una ventina di volte e la quasi totalità di queste in commissione o in consiglio. La mia decisione di uscire dal gruppo non è un abbandono, ma quasi una costrizione con resa per sfinimento, isolamento, immobilismo, ipocrisia e silenzio di una situazione esacerbante creata ad arte da questi signori» aggiunge Demetrio. Ad avallare la mia tesi - prosegue Demetrio - «c'è un post del signor Sordi, che mi suggerisce soluzioni, e, firmandosi con l'hastag del gruppo Avanti insieme, non solo non ha aspettato le mie motivazioni, che già conosce, ma addirittura ha scavalcato, non aspettando e dimostrando poca "coscienza politica", le dichiarazioni del suo capogruppo (o la Magnani ha avallato questa tesi, visto che appare anche il suo nome, o il gruppo è d'accordo, visto l'hastag, oppure chiunque può arrogarsi il diritto di parlare a nome di tutti. Nessuno ha preso le distanze...fate voi!). Tanta era la voglia di asserire pubblicamente "dimettiti". Ma voglio, comunque, rincuorare sia lui che alcuni del cerchio magico, perché mai sono stato sfiorato dall'idea di "passare dall'altra parte". È vero che, in principio, volevo dare le dimissioni (diverso dal fare il salto), ma, dalla pubblicazione del mio post, una infinità di telefonate e messaggi hanno riempito la memoria del mio telefonino. Tutti a dimostrare solidarietà e a spronarmi nel non mollare. Per loro non mi dimetterò e continuerò il mio impegno all'interno del consiglio comunale in modo autonomo». —

Gianluca Uberti

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