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I legali: ha prevalso la ragionevolezza il lavoro è stato tutelato

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CARRARA. Sono soddisfatti i legali del collegio difensivo che, davanti al Tar, hanno ottenuto una pronuncia destinata a diventare apripista non solo per le cave che hanno presentato i ricorsi, ma anche per tutte quelle che vorranno fare in futuro.

«Il collegio ha correttamente posto l’accento sulla necessità di comparare e contemperare gli interessi in gioco - spiega l’avvocato Antonio Lattanzi - È stato dimostrato che la ripresa delle coltivazioni di cava, nelle aree non difformi, non pregiudica in nessun modo la tutela ambientale e la sicurezza dei lavoratori». E il legale Lattanzi sottolinea: «Nessuna “coltivazione di marmo selvaggia” è mai stata posta in essere ma, al contrario, le lavorazioni sono sempre avvenute nel pieno rispetto della legislazione vigente e delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni del Comune».

L’avvocato Riccardo Diamanti sottolinea uno degli aspetti fondamentali contenuti nela pronuncia del Tar. «Rispetto all’approccio rigido della Regione, che si basa sulle carte e non tiene contro della particolarità della lavorazione in cava - spiega l’avvocato - hanno prevalso al Tar ragionevolezza e proporzionalità. Interdire la coltivazione in tutta la cava non è stato considerato proporzionale».

In sintesi, secondo due dei legali del collegio difensivo, è passata proprio la linea auspicata dal territorio. —

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