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la risposta del gestore 

Gaia si difende: analisi ok l’impianto per noi funziona

Gaia si difende: analisi ok l’impianto per noi funziona

Per l’azienda analisi buone sui fanghi: «Servono lavori per sostanza azotate» Il legale di due dirigente indagati: «Presenteremo istanza di dissequestro» 

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massa. Gaia, gestore del depuratore Lavello 1 sequestrato giovedì dalla procura, non ci sta a passare per avvelenatore del mare. E affida la sua difesa a una serie di dati tecnici in suo possesso che smentirebbero, a suo dire, le tesi accusatorio.«Le analisi in nostro possesso testimoniano che l'impianto Lavello 1 di Massa funziona», è l’incipiti senza fronzoli del documento con cui l’azienda si difende.

Si parte da una valutazione sui fanghi. «In particolare per quanto riguarda la presenza di fanghi di depurazione nello scarico, il parametro di riferimento, che è quello dei Solidi Sospesi Totali (Sst), nell'arco di 6 anni, dal 2013 al 2018, e su un totale di 422 prelievi, solo in 18 occasioni ha superato il limite di legge di 35 milligrammi/litro. Anche i parametri che misurano il carico inquinante da carbonio (Cod e Bod5) risultano quasi sempre inferiori ai limiti di legge. Infatti, nello stesso arco temporale di 6 anni, i superamenti sono stati 15 su 366 campionamenti per il Cod, e 7 su 424 per Bod5. Ciò conferma un'adeguata rimozione degli inquinanti carboniosi».

Ammette invece che sulle sostanze azotate servono degli interventi sulla struttura. «Diverso è il caso delle sostanze azotate, per la cui efficiente rimozione l'impianto necessita di un opportuno potenziamento. La Società, consapevole di questo, già dal novembre 2017 ha dato il via a importanti lavori di revamping dell'impianto, finalizzati in particolare a migliorare proprio tale capacità di rimozione. I lavori si concluderanno entro la primavera del 2019, e ciò consentirà di riportare la prestazione depurativa dell'impianto in linea con le norme di legge anche per questi ultimi parametri».

Nessun problema invece, per Gaia, a mare. Il bagno si può fare. «Altra precisazione merita il tema della acque di balneazione. A riguardo, le analisi effettuate ufficialmente dagli Enti di Controllo, nei tre punti a mare che potrebbero essere influenzati dalla portata del fosso Lavello, ne confermano, in realtà, la qualità eccellente, con un unico campione fuori norma rilevato nel 2015».

La procura contesta a Gaia di non avere rinnovato l’autorizzazione allo scarico dal lontano 2011. «In merito al tema delle autorizzazioni allo scarico, quella del Lavello 1 è scaduta nel 2012, ma ne è stato richiesto il rinnovo da GAIA prima della scadenza. A seguito di tale richiesta, l'impianto ha superato la necessaria verifica di assoggettabilità a Via, nel corso di più riunioni tecniche con funzionari della Provincia, dell'Ausl e dell'Arpat. Il fatto che l'autorizzazione sia in corso non significa che l'impianto presenti anomalie, ma solo che si stanno svolgendo le procedure amministrative richieste per il relativo rinnovo dell'autorizzazione».

Una precisazione arriva dall’avvocato Enrico Marzaduri che difende due dirigenti di Gaia sotto indagine, Daniele Franceschini e Francesco Di Martino. «Presenteremo un’istanza di dissequestro nell’impianto la prossima settimana, prima dobbiamo leggere le motivazioni della procura».

«Per quanto riguarda l'emissione dei cattivi odori varie volte citata, ricordiamo che da fine luglio a ottobre 2018, all'interno dell'impianto Lavello 1 , si sono accumulati fanghi in maniera straordinaria, a causa della crisi nazionale seguita alla sentenza del Tar Lombardia che aveva bloccato lo smaltimento dei fanghi della maggior parte dei gestori italiani. Già da mesi, una volta chiarita la norma, i fanghi sono stati allontananti dagli impianti». —

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