Il Tirreno

Cave sospese, il Tar fa riprendere il lavoro

Alessandra Vivoli
Cave sospese, il Tar fa riprendere il lavoro

La pronuncia del tribunale amministrativo sulle istanze della coop Canalgrande e Lorano secondo. I legali delle aziende: non c’è escavazione selvaggia

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CARRARA. «Non c’è stata escavazione selvaggia». Da ieri si è tornati a lavorare in Canalgrande e nel bacino di Lorano secondo. Accolta (parzialmente) e con effetto immediato la sospensiva dal Tar sui ricorsi presentati dalla cooperativa e dall’azienda di Bardini e Giorgi: si è tornati a lavorare nelle rispettive cave, fatta eccezione per le aree in cui sono stati contestati gli “sforamenti” rispetto al piano autorizzato di coltivazione.

La pronuncia del tar

«Una pronuncia storica che farà da apripista in materia marmo e escavazione e che salva posti di lavoro».

Così i legali – il collegio difensivo è composto dal professor Giuseppe Morbidelli, gli avvocati Roberto Righi rto, Antonio Lattanzi, Riccardo Diamanti e il professor, Sergio Menchini commentano la sospensiva del Tar toscano in merito ai ricorsi presentati dalle due cave (la 95 e la 150) della cooperativa Canlagrande e dalla Lorano secondo. In sostanza, già da ieri, nelle tre cave si è potuto tornare al lavoro: fatta eccezione per le zone in cui è stata contestata, secondo l’articolo 58 bis lo sconfinamento di oltre mille metri cubi rispetto ai piani di coltivazione. Così si legge nel dispositivo del tribunale amministrativo della Toscana: «Considerato nella comparazione degli interessi in gioco, e impregiudicata restando ogni valutazione della causa nel merito, che l’interesse pubblico appare sufficientemente tutelato mediante la limitazione della sospensione irrogata dall’Amministrazione ai soli perimetri estrattivi in cui sono state realizzate le difformità rispetto all’autorizzazione all’attività di cava. Per questo il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda) accoglie parzialmente la domanda cautelare e, per l’effetto, sospende l’esecutività dei provvedimenti impugnati nei limiti di cui in motivazione. Fissa per la trattazione di merito del ricorso l’udienza pubblica del 2 aprile 2019».

In sostanza non si è entrati nel merito (tutto è rinviato all’udienza del due aprile prossimo) ma la chiusura totale delle cave coinvolte nelle maglie del 58 bis è stata sospesa. E limitata alle aree difformi.

Canalgrande: le tappe

Sono state ripercorse, davanti all’avvocato Antonio Lattanzi, da alcuni soci lavoratori, le tappe che hanno portato dalle chiusure ai ricorsi fino alla pronuncia del Tar.

Per le cave 95 (si sviluppa su una superficie autorizzata di 199mila metri quadrati) e la 150 (184. 800 metri quadrati di superficie autorizzata all’escavazione) della cooperativa Canalgrande, le più popolose in termini di occupazione, tutto prende avvio il 27 luglio scorso, alle 15 e 30. Viene notificata una Pec dal Comune che, su parere dell’avvocatura regionale, sospende istantaneamente le lavorazioni difformi rispetto al piano autorizzato di coltivazione. Revocando, da parte della stessa amministrazione, in autotutela una precedente archiviazione rispetto a un procedimento attivato nei confronti delle stesse cave. Per la cava n. 95, spiega l’avvocato Lattanzi, il Comune aveva già accolto le controdeduzioni presentate dalla Cooperativa Canalgrande ed archiviato il procedimento di sospensione, mentre, per la cava n. 150, era stata presentata da quasi un anno una variante compensativa, che aveva ricevuto i pareri positivi degli organi competenti, ma l’iter autorizzativo non era ancora completato da parte dell’Amministrazione. Da qui la sospensione nelle zone “difformi”. Poi, il 27 novembre scorso, arriva l’applicazione dell’articolo 58 bis: l’attività estrattiva viene sospesa in tutta l’area delle cave. Parte il ricorso al Tar e viene, allo stesso tempo, elaborato . Parte il ricorso al Tar e viene, allo stesso tempo, elaborato, esclusivamente per compulsum, il progetto di messa in sicurezza e bonifica ambientale ai sensi dell’art. 58 bis. Ma, ancora prima del pronunciamento dell’amministrazione arriva quello del Tar. —


 

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