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la questione dei “veleni” 

Bonifica dell’area ex Rumianca: 38 milioni spesi, ma tempi incerti

Luca Barbieri
Bonifica dell’area ex Rumianca: 38 milioni spesi, ma tempi incerti

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MASSA CARRARA. Area ex Rumianca (oggi area Syndial): tempi tutti da definire anche per il via della bonifica sui primi due ettari; sul piatto per ultimare i lavori più di 50 milioni di euro da spalmare in altrettanti mesi all'incirca che si aggiungono ai 38 milioni già spesi. Nel frattempo per avere risposte dettagliate sui tempi si aspettano i tavoli tecnici.

Cifre, tempistiche e punto della situazione più generalmente dell'area dell'ex Rumianca, al confine fra Massa e Carrara finiscono al centro della commissione ambiente del Comune di Carrara, a un anno dall'ultimo sopralluogo sul posto. 17 ettari, ricordiamo, sotto Carrara, nella zona industriale apuana e a una manciata di metri dal porto di Marina di Carrara. 170 mila metri quadrati interessati dagli interventi di bonifica per cui da Syndial (società del gruppo Eni che si occupa della bonifica della zona) avevano optato per la suddivisione in lotti, in modo tale da restituire al territorio porzione dopo porzione. Di questi 17 ettari, dunque, un paio (appartenenti a parte del primo lotto) sembravano destinati a una più rapida risoluzione (fine 2018) in attesa dell'arrivo del decreto ministeriale. Una porzione, quest'ultima, «esente da necessità di bonifiche, un'area ampia già utilizzabile per aziende», spiegava il sindaco Francesco De Pasquale a fine 2017.

«Nel luglio è arrivato il decreto per la bonifica dei terreni dal Ministero. Finora abbiamo investito 38 milioni di euro e ne serviranno altri 58 milioni. Come tempistiche per l'intervento parliamo di 54 mesi dal via dei lavori; 15 anni per il trattamento delle acque», hanno aggiornato il crono-lavori durante la seduta da Syndial.

Insomma, il decreto atteso per lo sblocco è arrivato in estate, ma per i tempi precisi serviranno tavoli tecnici che delineeranno meglio la situazione; per i 17 ettari complessivi, certamente, ma anche per i due ettari che, ripetiamo, sembravano prossimi all'arrivo. Il cosiddetto “lotto zero” e cioè una prima parte del lotto 1. «Stiamo preparando tutta la documentazione per il nulla osta; eravamo vincolati almeno fino a luglio per il “lotto zero” – hanno aggiunto i rappresentanti di Syndial –. Le prospettive sui tempi non dipendono da noi, bisogna passare dal Ministero dell'Ambiente e dall'Arpat. Poi si deve passare dal tavolo di concertazione e i tempi sono da definire».

Nessuno si sbilancia sui tempi per i primi due ettari, mentre sono 54 i mesi stimati per il fine lavori complessivamente. 38 i milioni spesi e più di 50 in previsione. «Sappiamo dell'approvazione del decreto di bonifica di luglio 2018 che ha messo un punto fermo in un iter lungo – ha sottolineato l'assessora Sarah Scaletti –. L'area è strategica per il territorio, ma è anche una ferita aperta per la cittadinanza. Auspichiamo i lavori in tempi brevi per dare alla città e alle aziende un'area importante finalmente ripulita. Siamo molto attenti sul tema, solleciteremo il tavolo tecnico e da parte nostra c'è massima disponibilità per farci parte attiva anche nel sollecitare gli altri enti. Il primo passo? Un tavolo tecnico e un calendario lavori. I tempi sono difficili da stimare, ma adesso entriamo nella fase operativa, c'è movimento, siamo vicini». —

Luca Barbieri

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