Il dolore
Scippata a 60 anni, si rialza e insegue il malvivente
Parla la donna derubata ad Avenza: «Non sopporto i soprusi, con le costole rotte ho provato a fermare il ladro»
CARRARA. «Non sopporto i soprusi, questa è la verità. Quando mi sono vista a terra, con lo scippatore che scappava con la mia borsa, non ho dato peso al dolore, acuto, sotto il seno. Mi sono alzata e gli sono corsa dietro, ho provato a fermarlo».
Parla la signora Stefania, impiegata, 60 anni, un fisico atletico allenato dalle lunghe camminate. Mercoledì pomeriggio, poco dopo le 17, è stata seguita a piedi da un uomo con il volto coperto forse da un casco che le ha strappato la borsa, trascinandola a terra, strattonandola. Stefania ha riportato un trauma toracico: il referto è di trenta giorni. Ma, come lei stessa racconta al Tirreno quando è finita in mezzo alla strada ha cercato solo di difendersi. E ha provato a bloccare lo scippatore.
«Ho parcheggiato la macchina dove il distretto Asl ad Avenza - racconta - Poi a piedi mi sono diretta verso la saponeria per dei piccoli acquisti. C’era ancora luce, mi sono incamminata a piedi anche perché dovevo prendere poche cose, non grandi pesi». «Ho imboccato la stradina, via Giovanni Bosco, e, con la coda dell’occhio, ho notato un uomo che mi seguiva. Non ho fatto in tempo a pensare ad altro: mi sono sentita afferrare la borsa, un bauletto che portavo sia a tracolla che a mano. Lui, lo scippatore tirava fortissimo, io ho provato a resistere, ho urlato con tutto il fiato che avevo in gola. Ma non si è fermato. Nemmeno quando ha visto che sono finita a terra, con il volto sulla carreggiata. Io, con la forza della disperazione continuavo a tenere la borsa ma, ed è stata questione di attimi, ho visto che l’uomo stava cercando di darmi un calcio. Ho temuto che mi colpisse in pieno volto: a quel punto ho lasciato la tracolla». Lo scippatore si è dato alla fuga, a piedi. «Nonostante il dolore sotto il seno - continua il suo racconto Stefania, mi sono rimessa in piedi e ho provato a inseguirlo. Ma c’era un altro uomo che lo aspettava a bordo di una moto e i due sono scappati contromano in via Giovanni Bosco in direzione via Giovan Pietro».
La signora Stefania a quel punto ha allertato i soccorsi e i carabinieri. «Avevo escoriazioni alle mani e un dolore al torace - ricorda - Quando sono arrivata in ospedale mi hanno riscontrato fratture alle costole, ne avrò per un mese». Insomma un episodio che ha avuto gravi conseguenze per la signora vittima dello scippo. E poteva addirittura andare peggio. «Quando era a terra ho visto in una frazione di secondo quello che mi sarebbe potuto succedere - continua Stefania - Avevo le gambe, i piedi dello scippatore a pochi centimetri dal viso. Me la sono vista brutta. Ma, nonostante questa, quando il ladro si è dato alla fuga non ho esitato a rialzarmi. Non sopporto i soprusi».
Le indagini
Lo scippo di Avenza lancia un segnale di allarme: da tempo, infatti, e grazie al lavoro delle forze dell’ordine, questo tipo di reato era pressoché scomparso dal territorio comunale. Adesso i carabinieri stanno indagando a 360 gradi, e sono sulle tracce del motorino con cui i due malviventi si sono dati alla fuga.
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