Il dolore
Il Tar permette alle cave di tornare a lavorare
CARRARA. La pec dal Tar di Firenze è arrivata ieri sera, poco prima delle otto. Non entra ancora nel merito ma è esplicativa: «Accolta la sospensiva e tutto rimandato all’udienza pubblica del 2 aprile».
Si tratta del provvedimento di sospensiva presentato per la cooperativa Canalgrande dall’avvocato Riccardo Diamanti in merito al “blocco” della lavorazione scattato alla fine dello scorso novembre per l’articolo 58 bis relativo al superamento del confini del piano di coltivazione.
Il provvedimento per riguarda Canalgrande ma anche la cava Lorano Secondo srl di Bardini e Giorgi che ha presentato ricorso con l’avvocato Ferdinando Genovesi.
Una pronuncia quella del Tar che rappresenta un vero e proprio risultato importante per le cave coinvolte nel provvedimento di sospensione, quello per cui proprio la cooperativa Canalgrande ha diffuso un video su Youtube (“A muso duro”) in cui esprime tutta la preoccupazione per i lavoratori fermi ormai da oltre un mese.
Per capire le motivazioni della sentenza ci sarà da attendere oggi, ma intanto il tar ha accolto la sospensiva.
Sei cave che hanno fatto registrare estrazioni di marmo abusive superiori a mille metri cubi sono state temporaneamente chiuse.
Le cave colpite dal provvedimento di sospensione temporanea sono state: cava n. 21 - "Lorano II", cava n. 22 - "Lorano I", cava n. 64 - "La Madonna", cava n. 95 - "Canalgrande B", cava n. 150 - "Fossaficola A", cava n. 175 - "La Piana A".
La cava della cooperativa Lorano, che era stata la prima a presentare il progetto correttivo ha potuto riprendere a lavorare, le altre sono ancora in attesa dell’approvazione dei progetti inoltrati agli uffici di Palazzo civico. Ma da ieri è arrivata la pronuncia del Tar. —
A.V.
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