Il Tirreno

sanitÀ 

«Famiglie in difficoltàAprite il Castellaro h 24»

R.M.
«Famiglie in difficoltàAprite il Castellaro h 24»

L’appello di una cittadina alle istituzioni per la residenza  Il comitato salute pubblica: siamo pronti alla protesta

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Il 4 dicembre una cittadina ha scritto al Comitato di Salute Pubblica e gli ha chiesto di rendere pubblica una lettera in cui stigmatizza la mancata apertura della residenza h 24 per giovani-adulti affetti da psicopatologie, presso la sede di Anffas di Pian del Castellaro per - spiegava - mancato accreditamento da parte della Asl.

«A distanza di più di un mese - chiarisce oggi il comitato - non è cambiato nulla e per questo la nostra concittadina ci invia una seconda lettera-denuncia che indirizza direttamente al presidente dell’Anfass».

La donna si definisce «allibita e indignata per questa situazione: ad oggi - aggiunge - non sappiamo ancora quando aprirà la struttura e la condizione è di emergenza». Racconta che la sua famiglia, con una persona disabile, vive una situazione di disagio e che la residenza h 24 darebbe una risposta. La signora identifica nell’Asl «la reale responsabile di questi disagi. Io andrò fino in fondo a questa storia poichè - scrive - non è ammissibile che i diritti dei cittadini (diritto alla salute, art. 32 della Costituzione) vengano calpestati in questo modo nè sono disponibile a farmi prendere in giro. Non è una questione personale, nè tanto meno voglio mettere in difficoltà qualcuno, voglio solo difendere i diritti. Sono quindi intenzionata a fare una nuova denuncia e a recarmi anche dai due sindaci (Francesco De Pasquale e Francesco Persiani). A fare tutto questo non sono sola, ma mi affiancano cittadini e attivisti di comitati impegnati nella difesa del diritto alla salute oltre a un avvocato impegnato da anni su questo fronte».

La cittadina racconta anche di non aver avuto risposte dal Centro di igiene mentale in una situazione di grande difficoltà: «È indecente quello che stiamo passando ed è indecente che nessuno intervenga per trovare una soluzione». Spiega poi di avercela messa tutta perché la sua famiglia accettasse la soluzione della residenza h 24 per uno dei suoi componenti, disabile: «Non c'è più la scusa che la “famiglia non vuole”, adesso i problemi attengono solo e soltanto a voi (uso il termine voi perchè, francamente, che sia la Asl, che sia l’Anffas che sia la Regione o altri mi interessa poco a questo punto) e voi siete i responsabili di quanto sta succedendo e di quello che potrebbe succedere. Per adesso - si conclude la lettera - è tutto, attendo sue notizie».

Alle parole della donna si associa il comitato di salute pubblica : « Ci associamo ancora una volta ( la lettera segue una precedente) alle parole scritte dalla nostra concittadina e qualora le istituzioni chiamate in causa non provvederanno a fare qualcosa entro breve termine - aggiunge il comitato di salute pubblica - saremo costretti a promuovere presidi e mobilitazioni popolari a sostegno della signora fino a quando non otterrà risposte e soluzioni certe».

Insomma, non soltanto la lettera-denuncia di una cittadina che, di fronte alla sua famiglia in seria difficoltà, chiede che la residenza del Castellaro apra i battenti 24 ore su 24, ma anche l’impegno del comitato a sostenere la donna e, se necessario, a farlo promuovendo forme di protesta affinchè quell’apertura si concretizzi e nel minor tempo possibile. —

R.M.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze