Il dolore
Falsi dentisti, in tre a processo: «Operavano senza medico»
Inchiesta della Finanza, due odontotecnici e un assistente di poltrona accusati di esercizio abusivo della professione. Alcuni pazienti sostengono di non aver mai visto il dottore
LUNIGIANA. Da un accertamento fiscale a una incredibile scoperta: falsi dentisti operavano in uno studio i pazienti pur avendo soltanto un diploma in odontotecnico. E quindi con l’accusa di esercizio abusivo della professione sono finiti a giudizio due odontotecnici di uno studio lunigianese e un assistente di poltrona; mentre altri due assistenti di poltrona, accusati di falsa testimonianza e favoreggiamento, hanno chiesto il rito abbreviato di fronte al gup Ermanno De Mattia. L’indagine nasce da un accertamento fiscale compiuto dalla guardi di finanza i uno studio dentistico per alcune fatture emesse dal medico odontoiatra. Il dottore è poi deceduto nel corso delle indagini che sono poi comunque andate avanti.
I militari della finanza, caito che qualcosa in quello studio non andava, hanno poi mandato un questionario ai clienti presi dai nomi sulle fatture di pagamento. E a quel punto è emerso, con grande sorpresa degli inquirenti, che alcuni clienti non sapevano nemmeno chi fosse il medico e che a togliere i denti e a compiere le operazioni fosse invece una donna. Abitualmente.
Altri clienti invece, ascoltati per sommarie informazioni, hanno confermato invece l’attività del medico. Altri in vece hanno negato.
La guardi di finanza a quel punto approfondisce le indagini e ricostruendo dalle testimonianze dei clienti e da altri accertamenti, sostiene che ci siano 4 odontotecnici, che ad avviso dei militari esercitavano la professione nello studio in maniera abusiva.
Tutti operavano nel medesimo studio, ma secondo i finanzieri erano loro a mettere le mani in bocca ai pazienti, anche in assenza del medico titolare dello studio. Cosa non prevista dalle regole.
Così dopo le indagini sono arrivati quattro avvisi di garanzia: due per gli assistenti di poltrona, per falsa testimonianza e favoreggiamento. Costoro hanno scelto la strada del rito abbreviato, tutt’ora in corso, e sono comparsi di fronte al gup Ermanno De Mattia.
Per i due odontotecnici e l’altro assistente di poltrona invece è andata avanti la strada del processo ordinario. Per loro l’accusa ipotizzata dalla procura è quella di esercizio abusivo della professione.
E ieri, in aula, di fronte al giudice, Fulvio Biasotti, si è tenuta la prima udienza del processo. I tre sono difesi dall’avvocato Alessandro Ravani, mentre l’accusa è rappresentata dal pubblico ministero Massimo Pennacchi.
Come primo testimone è stgato ascoltato un maresciallo della guardia di finanza che ha partecipato alle indagini. Il maresciallo ha raccontato che durante la fase investigativa, con pedinamenti ai professionisti, non ha mai colto nessuno in flagranza di reato.
La linea della difesa sostiene invece che i tre hanno lavorato sempre nello studio ma che a intervenire era sempre il medico che poi è deceduto. I due odontotecnici e l’assistente di poltrona intervenivano esclusivamente in base alle loro specializzazioni e non in maniera autonoma.
Gli imputati comunque finora hanno continuato l’esercizio della professione. —
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