Attenzione
Estorsione, parla un altro imprenditore
Sarà sentito il teste chiave della vicenda che vede ai domiciliari Manrico Dell’Amico accusato dall’ex socio e commercialista
CARRARA. Un imprenditore del marmo che ha un ruolo chiave nella vicenda che, lo scorso venerdì ha fatto scattare le manette per Manrico Dell’Amico, titolare di un’azienda del lapideo, accusato di estorsione nei confronti dell’ex socio e commercialista Lucio Boggi.
L’imprenditore in questione sarà ascoltato, e la sua ricostruzione dei fatti, come emerge proprio in queste ore sarà fondamentale, in merito ad alcuni e puntuali episodi contenuti nel quadro accusatorio a carico dello stesso Dell’Amico.
Insomma le prossime saranno ore molto importanti, anche alla luce dell’interrogatorio richiesto dall’avvocato Enrico Di Martino, e concesso dal giudice proprio per l’imputato, l’imprenditore 62enne Manrico Dell’Amico.
Gli episodi contestati
Secondo l’accusa, infatti Dell’Amico avrebbe costretto Boggi a firmare un atto di rinuncia ad un contratto di affitto della cava e a consegnare 84.000 euro. Soldi a cui se ne sarebbero aggiunti altri 117.000. Tutto comincia lo scorso 31 ottobre quando - secondo le ricostruzioni dell’accusa - Dell’Amico avrebbe usato le maniere forti per costringere Boggi a sottoscrivere la rinuncia al contratto d’affitto. Dell’Amico, infatti, avrebbe - sempre stando alla ricostruzione della pubblica accusa - morso un orecchio a Boggi causandogli una lesione.Ma non sarebbe finita lì: l’accusa contesta, infatti, diverse telefonate in cui Dell’Amico avrebbe minacciato Boggi, chiedendogli denaro, con frasi «del tipo "ti ammazzo... non ti riconosce neppure tua madre". E con quelle minacce lo avrebbe costretto «a versare tramite assegni circolari o bonifici, circa 27.000 euro, nonchè 5.000 in contanti ».
L’arresto
La svolta arriva giovedì scorso 3 gennaio: Dell’Amico - sempre stando all’accusa - contatta telefonicamente Boggi dicendogli che «se non gli avesse ceduto gratuitamente tutti i macchinari e i mezzi della Cava Vittoria (del valore di oltre 500.000 euro) li avrebbe incendiati o, in alternativa, lo avrebbe ammazzato. Quello stesso giorno Boggi consegna un assegno da 15.000 euro». Ma decide di dire basta: va dalla polizia e denuncia Dell’Amico. Il giorno successivo (venerdì della scorsa settimana)informa gli agenti che gli è stato chiesto un incontro nel piazzale della ditta dove lavora, Ital Export International, in viale Zaccagna per la consegna di due assegni del valore di 35.000 euro. —A.V.
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