Il Tirreno

il caso 

«Doppia fila per un esame al Cup del Noa file enormi»

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MASSA-CARRARA. Il sistema per gli esami sanitari è sbagliato e da rivedere secondo Giuseppina, cittadina apuana di 74 anni che, come tutti, si è ritrovata a dover fare una doppia fila al centro unico di prenotazioni dell’ospedale delle Apuane nonostante avesse già un appuntamento. La donna, giovedì mattina, si è presentata al Noa per un elettrocardiogramma, fissato per le 11.30, e «fortunatamente ero in anticipo – racconta la donna a Il Tirreno – altrimenti avevo una quarantina di persone prima di me e chissà a che ora sarei riuscita a fare l’esame». La signora non contesta il dover aspettare il suo turno o il pagamento del ticket o anche il dover pagare se non viene disdetto l’esame, ma la gestione delle visite perché «sarebbe semplice dare questa informazione quando prendiamo l’appuntamento» dice. In pratica, prima si prenota l’esame al Cup, poi prima di presentarsi all’ambulatorio, il paziente deve nuovamente passare dal Cup del Noa per pagare e ritirare il numero con cui poi verrà chiamato dal medico. «Tra chi doveva prendere un appuntamento e chi già lo aveva eravamo un’ottantina, la maggior parte anziani – continua Giuseppina – sembravamo bestie e questo non è corretto». Per la donna è una doppia fila inutile, una perdita di tempo nel momento in cui vengono già forniti giorno ed orario. —

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