Il Tirreno

il caso 

De Pasquale applicherà il decreto di Matteo Salvini

I.R.

«Non è mai stata mia intenzione fare il contrario». Sul tema, tre ordini del giorno Bocciati quelli di Bernardi e Crudeli, passa quello della maggioranza

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CARRARA. La giunta pentastellata applicherà il decreto Salvini. Sembra che la nebbia seguita alle varie prese di posizione e “no comment” del sindaco De Pasquale apparsi a mezzo stampa si sia ora diradata. Nel corso del consiglio comunale di martedì la maggioranza si è vista proporre due ordini del giorno diametralmente opposti: rispettivamente quello presentato dal consigliere Massimiliano Bernardi di Alternativa per Carrara che chiedeva a De Pasquale di applicare il decreto da poco divenuto legge e quello del gruppo consiliare del Partito Democratico dalla capogruppo Roberta Crudeli, che lo invitava invece ad unirsi alle fila dei sindaci “disobbedienti”. Crudeli si è detta disponibile ad emendare il dispositivo, che inizialmente chiamava il sindaco a contrastare le disposizioni del cosiddetto decreto Salvini, ammorbidendolo e invitandolo piuttosto a mitigare gli effetti del decreto sul territorio. Il sindaco De Pasquale ha colto l’occasione per chiarire che, nonostante le sue perplessità relative alle conseguenze del decreto permangano, non è mai stata sua intenzione non applicarlo. L’ordine del giorno del consigliere Bernardi è stato respinto coi voti contrati della maggioranza e di gran parte dell’opposizione; Bernardi e Lorenzo Lapucci di Forza Italia hanno votato a favore, il sindaco si è astenuto. L’azione della maggioranza pentastellata compatta non è stata preceduta da alcuna dichiarazione di voto. Respinto anche l’ordine del giorno della consigliera Crudeli: favorevoli i tre consiglieri in quota Pd, astenuti Andrea Vannucci e Gianenrico Spediacci, maggioranza contraria ma silente anche in questo caso.

«Mi stupisco che abbiate votato contro all’ordine del giorno del consigliere Bernardi – ha commentato la consigliera Crudeli – in linea com’era con le disposizioni del vostro governo cui partecipate al traino della Lega. Credevo che i cittadini vi avessero votato perché pensavano foste cosa altra rispetto al Carroccio». La consigliera grillina Marzia Paita ha replicato: «Ci hanno votato perché siamo cosa altra rispetto al Pd». Paita ha istituito un parallelo tra la chiusura dei porti promossa dall’attuale Ministero dell’Interno e il cosiddetto blocco navale del 1997. Allora, ha aggiunto, il presidente del Consiglio Romano Prodi e il premier albanese Bashkim trovarono un accordo per un piano anti-esodo: pattugliamento e aiuti con l'obiettivo finale di ripristinare il funzionamento della vita civile, economica e politica dell'Albania.

«Non abbiamo fatto alcuna dichiarazione di voto perché abbiamo presentato a nostra volta un ordine del giorno sul tema», ha chiarito Paita. Nell’ordine del giorno in questione, passato coi voti a favore della maggioranza e quelli contrari dell’opposizione, si legge che il Movimento 5 stelle avrebbe ricevuto dal sottosegretario al Ministero degli Interni Carlo Sibilia la rassicurazione che “al richiedente asilo continuino ad essere assicurati gli stessi servizi di assistenza, le cure mediche e i servizi scolastici per i minori”. Ciò che cambia è solo durante la fase tecnica di esame dell’istanza: per questo “è intenzione del movimento 5 stelle risolvere le situazioni transitorie entro l’anno”. Come, non è spiegato. —I.R.

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