Sicurezza
Assistenza domiciliare ai pazienti oncologici
Il nuovo servizio di Ant (Associazione tumori) grazie al contributo erogato dalla Fondazione Marmo
MASSA-CARRARA. Grazie al contributo della Fondazione Marmo onlus la Ant (Associazione nazionale tumori) di Massa-Carrara potrà avviare il nuovo servizio di assistenza domiciliare per i pazienti oncologici; una mini équipe formata da medico, infermiere e psicologo, coordinati da uno specialista già attivo in Toscana, assisteranno i malati e i familiari nel loro percorso, «soprattutto coloro che non sono guariti ed avrebbero bisogno di cure palliative per cui, però, non sono previsti finanziamenti di Asl e Regione né assunzioni e l’unica risposta sarà l’assistenza domiciliare» ha spiegato la dottoressa Silvia Leoni, coordinatore sanitario Ant Toscana.
Il progetto è stato presentato dai responsabili Ant, la dottoressa Leoni, Maria Grazia Menconi delegata per Massa-Carrara e dal medico palliativista Luigi Ammirati, dall’assessore al Sociale Amelia Zanti, dalla consigliera Eleonora Cantoni, Andrea Balestri coordinatore della Fondazione Marmo e Matteo Venturi consigliere della Fondazione Marmo.
Il nuovo servizio si va ad aggiungere all’assistenza psicologica domiciliare e al servizio gratuito di trasporto. Quello di Ant, pienamente sostenuto dalla Fondazione Marmo ed appoggiato dall’amministrazione comunale di Massa, è un progetto già attivo in gran parte della regione e di Italia; in alcune zone i medici assistono anche i bambini, per cui servono specialisti ed un équipe più strutturata, mentre al momento per la zona apuana una sola mini équipe potrà assistere persone più adulte. Il servizio è già attivo a Firenze, Prato e Pistoia dove in 25 anni sono stati seguiti oltre 6500 pazienti e grazie al contributo di 30mila euro da parte della Fondazione Marmo potrà essere esteso sul territorio apuano con l’obiettivo di implementare le professionalità messe a disposizione delle famiglie gratuitamente. Inizialmente Ant potrà seguire contemporaneamente tra i 25 e i 30 pazienti, ma l’intenzione è di arrivare ad un centinaio di utenti in un anno e di avere équipe sufficienti a coprire 365 giorni e 24 ore su 24. L’assistenza domiciliare è fondamentale considerato che, stando ai dati dell’Agenzia regionale della sanità, in Toscana nel 2016 sono morti 60 mila malati di tumore di cui il 65% senza cure palliative e il 50% deceduti in ospedale. «Abbiamo creduto all’“insistenza piacevole” di Ant – ha riferito Venturi – perché la Fondazione Marmo si interessa ai progetti sociali e di vicinanza al territorio, le imprese sono sensibili alle tematiche che toccano le famiglie e questo servizio può rendere loro la vita meno traumatica».
Nei primi diciotto mesi la onlus ha sostenuto 30 progetti erogando 850mila euro di cui oltre il 30% destinati al settore sanitario e il 19,3% al sociale. L’auspicio dell’assessore Zanti è che «l’iniziativa sia presto implementata perché è una ricchezza per il territorio». Sarà presto firmato un protocollo tra l’associazione e la Asl e l’ordine dei medici per definire le modalità con cui si svolgerà il servizio; i pazienti saranno indicati dai reparti di oncologia o delle cure palliative, ma anche dai medici di famiglia. —
Benedetta Bianchi
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