Attenzione
Cave “sospese” e ricorsi, oggi la prima udienza
SI deciderà sulla sospensiva (non nel merito) della vicenda legata agli sconfinamenti della cooperativa Canalgrande
CARRARA. Cave “sospese”: stamani l’udienza per la situazione relativa le due cave della cooperativa Canalgrande. Il giudice potrebbe decidere di far riprendere a lavorare in tutto il bacino (anche nell’area dello “sforamento del perimetro) o, ipotesi molto più probabile, solo nelle zone non interdette. O addirittura decidere di riunire il fascicolo di stamani a quello che entrerà nel merito, accelerando i tempi.
l’udienza
È fissata per stamani (il legale che rappresenta la cooperativa Canalgrande è Riccardo Diamanti) l’udienza di sospensiva del provvedimento cautelare applicato a una delle sei cave finite nel mirino dei controlli sullo “sconfinamento” dei perimetri consentiti all’escavazione. Sta andando avanti, parallelamente, la strada di un maxi ricorso collettivo che dovrebbe essere presentato a breve.
la vicenda
Sei cave che hanno fatto registrare estrazioni di marmo abusive superiori a mille metri cubi sono state temporaneamente chiuse nel territorio comunale di Carrara alla fine del mese di novembre.Cave che hanno sforato nei confini del piano estrattivo rispetto a quanto autorizzato nei rispettivi siti estrattivi ai sensi dell’art. 58 bis della legge regionale Toscana n. 35/2015 recentemente introdotto. Le cave colpite dal provvedimento di sospensione temporanea sono state: cava n. 21 - "Lorano II", ordinanza di sospensione lavori n. 986/18 del 27 novembre 2018; cava n. 22 - "Lorano I", ordinanza di sospensione lavori n. 883/18 del 9 novembre 2018; cava n. 64 - "La Madonna", ordinanza di sospensione lavori n. 989/18 del 27 novembre 2018; cava n. 95 - "Canalgrande B", ordinanza di sospensione lavori n. 985/18 del 27 novembre 2018; cava n. 150 - "Fossaficola A", ordinanza di sospensione lavori n. 988/18 del 27 novembre 2018; cava n. 175 - "La Piana A", ordinanza di sospensione lavori n. 987/18 del 27 novembre 2018.Si tratta di cave dove è stata dichiarata e/o accertata "una difformità volumetrica superiore ai 1000 metri cubi rispetto al progetto di coltivazione autorizzato, ma comunque all’interno dell’area in disponibilità a destinazione estrattiva" e conseguentemente è stata ordinata "la cessazione immediata dell’attività nell’area oggetto della difformità e la presentazione di una perizia giurata attestante la ricorrenza del presupposto" della realizzazione dei lavori abusivi "sino alla data dell’entrata in vigore della legge regionale 2 ottobre, 2018, n. 54", nonché sia stata ordinata la "presentazione e realizzazione di un progetto di messa in sicurezza e risistemazione ambientale dell’area che tenga conto degli impatti complessivi derivanti dalle lavorazioni difformi" e l’irrogazione delle sanzioni amministrative (art. 52, comma 4°, della legge regionale Toscana n. 35/2015).
i progetti correttivi
La cooperativa Lorano ha presentato il progetto a tempo record e già dalla scorsa settimana ha potuto riprendere a lavorare. Sono arrivati dopo i progetti della cava La Madonna e di Lorano II (azienda escavatrice Pi. Gi Marble). Per ultimo quello della cooperativa Canalgrande relativo alle due cave ferme. —A.V.
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