Sicurezza
No del riesame per uno degli aggressori Le difese: «Ma si ridimensionerà tutto»
Restano due ai domiciliari e uno in carcere, oggi e domani nuovi ricorsi. Un avvocato difensore: «Messaggi pesanti alla sorella»
Il Tribunale di Genova ha respinto la richiesta di riesame, presentata da uno degli avvocati dei tre ragazzini indagati per tentato omicidio, confermando, quindi, la misura cautelare degli arresti domiciliari disposti dal gip. Per gli altri due indagati, un minorenne, che si trova nel carcere minorile di Torino e un 18enne ai domiciliari, il Tribunale del riesame deciderà tra oggi e domani.
Per il momento, quindi, tutti e tre gli indagati rimangono agli arresti. Gli avvocati dei tre ragazzi non si possono sbilanciare, perché il Tribunale del riesame deve ancora esprimersi per due di loro, ma la linea difensiva che verrà tracciata nei prossimi giorni, punterà sul fatto che non si è trattato di tentato omicidio, ma di un diverbio tra adolescenti, degenerato. Uno degli avvocati è fiducioso che il tutto si ridimensionerà. E poi ci sono alcune prove che verranno presentate in sede di appello, se le misure cautelari non verranno riviste, e che potrebbero dare una visione molto diversa dell’accaduto. Nello specifico, al vaglio degli inquirenti ci sono alcuni messaggi “Instagram” (il social più che altro fotografico, che va per la maggiore tra gli adolescenti) che la vittima avrebbe scambiato con la sorella di uno degli aggressori.
Sarebbe stato il tono e il contenuto di questi messaggi, secondo la difesa, a scatenare la rabbia del fratello maggiore della ragazzina. Messaggi che, però, la vittima del pestaggio nega di aver scritto. Il fatto è avvenuto il 9 dicembre 2018, in un parco pubblico di Marina di Massa, il Brugiano, una domenica, alle 18 di pomeriggio. I ragazzi si sono dati appuntamento lì e i tre, dopo aver chiesto spiegazioni sul rapporto che intercorreva tra il giovane e la sorella di uno di loro, hanno iniziato a picchiarlo. Poi uno di loro ha estratto un coltellino da fumo e gli ha tagliato la gola.
Il referto medico del giovane parla di “intervento per aggressione”, “trauma facciale”, “setto nasale rotto” e “ferita d’arma da taglio di 10 cm, per la quale sono stati necessari 9 punti di sutura”. Il ragazzo è stato subito in grado di dire alla Polizia, chiamata la stessa notte dentro il pronto soccorso, chi era stato a ridurlo in quelle condizioni. Così sono partite le indagini. Il cellulare del ragazzo è stato sequestrato e dentro potrebbe esserci la prova dei messaggi inviati alla sorella di uno degli aggressori. O viceversa potrebbe esserci la prova che lui, con quella ragazzina, ha avuto poco a che fare. Ci sono volute alcune settimane per trovare i responsabili dell’aggressione: la Squadra Mobile ha infatti scovato il filmato registrato da una telecamera di sorveglianza posta proprio davanti alla pineta. A quel punto i nomi fatti dal ragazzo hanno avuto anche un volto e sono scattati gli arresti. Le indagini sono chiuse, i tre hanno in parte ammesso con gli agenti l’accaduto e adesso sono in attesa che un giudice decida del loro futuro. —
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