Sicurezza
«Lo abbiamo saputo in classe» E in pochi vogliono parlare
massa. All’Istituto alberghiero Minuto, la scuola del giovane accoltellato alla gola lo scorso 9 dicembre, e di due dei tre aggressori, nessuno parla volentieri della vicenda. È comprensibile: il fatto non è avvenuto tra le mura scolastiche e l’istituto non ha alcuna responsabilità sui comportamenti dei suoi studenti, quando non sono a scuola. La maggior parte degli alunni sostiene di aver appreso soltanto dal giornale quanto accaduto al loro coetaneo; in molti (forse in troppi) dicono di non conoscere il ragazzo aggredito, di aver sentito qualcosa giusto perché «ne ha parlato anche la televisione». «Ho capito chi è ma non lo riconoscerei»; «Io non so nulla. Non mi risulta che sia in questa scuola»
Solo due ragazze confessano: «Sì, ne abbiamo parlato in classe con gli insegnanti prima di Natale, ma ci hanno chiesto di non fare troppe domande e di non raccontare troppi dettagli in giro».
Escono alcuni insegnanti: «Bisogna rispettare la privacy di questi ragazzi – dicono – e poi la scuola non c’entra nulla». «Non è nella mia classe quindi di questa storia non so niente. Per favore lasciateci in pace».
Neanche la preside, Maria Ramunno, vuole entrare nel merito della vicenda che, è bene ricordare, è avvenuta lontano dall’istituto, in un parco pubblico di Marina di Massa: «Noi tutti siamo sconvolti – ci dice – ma dobbiamo tornare a fare il nostro lavoro, per i nostri ragazzi. La magistratura farà il suo corso. Però ho in mente di organizzare un incontro tra gli alunni e la Procura di Massa Carrara, per tornare a parlare di legalità. Un argomento che abbiamo affrontato tante volte, ma che in questo momento forse è bene ribadire. Questa è la risposta migliore che possiamo dare». I genitori del ragazzino aggredito ieri mattina si sono recati a scuola per parlare con insegnanti e preside. Oggi il giovane tornerà in classe — M.D.A
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