Il Tirreno

NOMINE DEI VERTICI/1 

Martina Nardi: porto il caso delle quote rosa in Parlamento

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CARRARA. Sull’affaire Fondazione interviene con forza anche la parlamentare del Pd Martina Nardi che tuona: «Non rispettate le quote femminili. D'accordo con la Cordoni sull'esposto. Porto il caso in Parlamento». «Elena Cordoni ha pienamente ragione. Sono con lei nella battaglia che riguarda lo statuto della Fondazione e porterò il caso in Parlamento, attraverso una interrogazione». La Nardi ricorda che è ancora “pendente” un ricorso al ministero dell’Economia e delle finanze, firmato da Elena Emma Cordoni. «Il neo comitato - commenta Martina Nardi - come spiegato nell’esposto dalla Cordoni, non rispetta le previsioni statutarie e quelle del regolamento, in merito alla rappresentanza del genere femminile. Maschi e femmine devono essere ugualmente rappresentati nella misura minima del 30% ciascuno, è un fatto di equità, modernità e democrazia». «La Camera è molto attenta ai casi di genere e sono certa che anche questa volta verrà fatto ordine, rispettate le leggi e garantita la parità».

Sulla vicenda interviene anche Massa Città in Comune, associazione di sinistra: «Finalmente martedì a Carrara si compierà il misfatto di nominare i vertici del Comitato di Indirizzo della Fondazione. Non è semplicemente una questione di poltrone ma di come guidare le erogazioni negli anni a venire e per questo nelle ultime ore volano colpi bassi fra i protagonisti più importanti. Per quanto ci riguarda avevamo evidenziato le violazioni statutarie perpetrate e ne troviamo conferma nelle parole del Comune di Carrara, dell’onorevole Nardi e nell’esposto del membro Cordoni. Invitiamo tutti coloro che sono critici verso queste nomine a non fermarsi agli esposti o alle denunce a mezzo stampa, chi ha distrutto il patrimonio della Fondazione è ancora lì dentro ben saldo a dettarne il futuro delle nomine. Abbiate il coraggio di utilizzare la forza delle Istituzioni che rappresentate, specialmente il Comune di Carrara che nella versione grillina appare una finta espressione di cambiamento che si limita solo a dettare comunicati stampa senza utilizzare la forza del suo Governo nazionale e dell’Avvocatura comunale. Allora caro De Pasquale usa la forza della tua Istituzione e ricorri al Tar per far sospendere tutto». «Per quanto ci riguarda abbiamo denunciato come il Comune di Massa ha fatto una indicazione in chiara violazione delle norme statutarie. Avevamo proposto al Comune di Massa di dimostrare di essere portatore di cambiamento ritirando l’indicazione e sostituendola con una donna con le qualifiche necessarie, l’appello è caduto nel vuoto dimostrando che le vecchie logiche appartengono anche al presunto nuovo. Poco male, questo Comitato di Indirizzo verrà spazzato via nei mesi a venire». —

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di Redazione web