Il Tirreno

la polemica 

«Sulla Fondazione un rigurgito della vecchia politica»

R.C.

La giunta a 5 Stelle attacca sulle nomine dei vertici: «Per accaparrarsi delle poltrone calpestato lo statuto»

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CARRARA. «Nella Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, i nomi proposti sono un rigurgito della vecchia politica»: così, in merito alle nomine per il rinnovo dei vertici della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, a seguito della notizia dell’esposto firmato da Elena Emma Cordoni (ex parlamentare ed ex componente del comitato di indirizzo della Fondazione Crc stessa) l’amministrazione comunale interviene con un comunicato con cui «tiene a evidenziare che la sua proposta a differenza di quella di altri enti era composta fin dall’inizio da due uomini e due donne quindi perfettamente in linea con il regolamento approvato solo lo scorso luglio. Le scelte dei candidati proposte dal sindaco Francesco De Pasquale e dalla sua giunta hanno dunque rispettato pienamente il criterio delle pari opportunità. Di più: i quattro nomi proposti dall’amministrazione – il professor Roberto Verona, l’ingegner Michele Santini, l’avvocato Simona Ricci, la commercialista Marzia Grassi – rappresentano tutti professionalità di altissimo profilo, adeguate al prestigio della Fondazione. Nella sua scelta - si aggiunge nella nota - l’amministrazione, non si è affidata al mero interesse politico o partitico, nè ha attinto a personalità direttamente riconducibili al Movimento 5 Stelle. E questo perché ha sempre pensato che la Fondazione fosse un patrimonio fondamentale che appartiene a tutta la città e a tutto il territorio».

«Purtroppo - prosegue il documento - la partita per il rinnovo dei vertici dell’ente è stata segnata da un rigurgito della vecchia politica che pur di accaparrarsi qualche poltrona è arrivata a calpestare deliberatamente lo Statuto, il Regolamento e ogni logica di buonsenso. Sì perché i nomi proposti fin qui sembrano essere stati scelti appositamente per gestire la Fondazione in un clima di scontro aperto con l’amministrazione. Ci saremmo aspettati dai protagonisti di questa partita un atteggiamento più responsabile e orientato alla condivisione delle scelte, non allo strappo. Ci saremmo aspettati nomi più spendibili e sicuramente non così direttamente riconducibili a forze politiche bocciate, prima di tutto, dagli elettori. I carraresi, è strano doverlo ricordare, solo un anno e mezzo fa si sono espressi a favore del cambiamento, con un messaggio che è uscito dalle urne in modo netto e con numeri schiaccianti. Questo sentimento avrebbe dovuto ispirare anche le scelte per il rinnovo dei vertici della Fondazione e guidare tutti gli enti alla discontinuità. Purtroppo finora così non è stato». Come diciamo anche a parte, ricordiamo che a meno di sorprese martedì prossimo saranno eletti presidente Enrico Isoppi (era nella terna dell’Accademia) e vice Sergio Chericoni (indicato dalla Camera di Commercio). —R.C.

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