Sicurezza
Preso a sassate mentre è al mare: danno la colpa a un bambino e scappano
Si cercano tre adulti che il 5 gennaio si trovavano vicino alla scogliera dell'amore di Marina di Massa
MASSA. «Stavo leggendo appoggiato ad uno scoglio, al sole. Intorno non c’era nessuno, soltanto pace, tranquillità e il rumore del mare, quando ho sentito un dolore lancinante, qualcosa mi aveva colpito dietro la testa, qualcosa di duro. Un sasso sicuramente. Ho sentito il sangue che mi colava sulla faccia, mi sono toccato con una mano e non capivo quanto fosse aperta la ferita».
Inizia così lo sconcertante racconto di un cittadino amante del mare di Marina di Massa, frequentatore della nota scogliera dell’amore, vicino alla Don Gnocchi, finito al pronto soccorso il 4 gennaio scorso, per un sasso lanciato da ignoti, che poi sono fuggiti. Un sasso che, senza mezzi termini, poteva ucciderlo, se gli avesse colpito la tempia, invece che la regione occipitale. Un taglio profondissimo, cinque punti al Pronto soccorso, tanto spavento. E poi la rabbia.
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«Ho perso quasi i sensi per pochi secondi – continua il racconto dell’uomo – poi ho avuto la forza di girarmi, e di alzarmi. Davanti a me, a pochi metri, sulla strada, c’erano soltanto quattro persone, tre adulti, due uomini e una donna, e un bambino tenuto per mano. Mi sono avvicinato barcollando. Avevo la giacca piena di sangue, le mani sporche, e uno dei due uomini mi ha detto che era stato il bambino. Incredulo ho pensato alla mia salute. Non ho neanche avuto modo di reagire alla notizia. Ho chiesto se potevano chiamarmi una ambulanza, ma sono scappati, di fretta, verso Marina di Massa. A quel punto mi sono frugato in tasca ho preso il cellulare e ho chiamato soccorso».
L'uomo ha deciso di sporgere denuncia contro ignoti e spera anche che qualcuno possa ricordare di aver visto il gruppetto, il 4 gennaio, più o meno alle 13,30, camminare dalla scogliera verso il centro di Marina. «Perché hanno fatto una cosa del genere? – si chiede – Se davvero fosse stato il bambino, scappato al controllo dei genitori, lo avrebbero rimproverato e poi mi avrebbero aiutato. Perché scappare? Sono arrivato a pensare, invece, che sia stato intenzionale: un gioco stupido e pericoloso, fatto per colpire la gente, come quelli che tirano i sassi dai cavalcavia, o che prendono a pugni le persone per strada, senza un motivo. Se così fosse sarebbe molto più grave, anche dell’omissione di soccorso. Si tratterebbe di persone pericolose, che possono farlo ancora e magari creare guai seri a chi incappa nella loro stupidità».
Purtroppo l’uomo non ha avuto la forza di inseguirli, perché stava perdendo molto sangue e la debolezza e la paura lo hanno trattenuto; non ha neanche notato particolari rilevanti per poter descrivere alle forze dell’ordine i tre adulti fuggiti. «Parlavano italiano – racconta – di questo sono sicuro». Forse qualche passante, facendo mente locale, che si trovava da quelle parti, potrebbe fare chiarezza —
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