Il Tirreno

lettera di una cittadina disoccupata 

«Cara Befana, ho 39 anni e per lavorare sono vecchia»

Manuela D’Angelo
«Cara Befana, ho 39 anni e per lavorare sono vecchia»

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aulla. “Cara Befana ti scrivo. Ti scrivo perché ho 39 anni e sono senza un lavoro da quattro anni, ma sono anche senza esperienza per trovarne uno nuovo. E ti scrivo perché, cara Befana, ho un sogno, fare la pasticcera. Sto studiando, mi sto specializzando, ma mi dicono che sono troppo vecchia per iniziare adesso”.

Se i bambini si rivolgono a Babbo Natale per farsi esaudire il desiderio di un giocattolo nuovo, la generazione degli attuali quarantenni sembra costretta a scrivere alla Befana, vecchina più pratica, per chiedere un lavoro. La lettera, arrivata anche alla redazione del Tirreno, è di Erica, 39 anni, una cittadina di Aulla, ex operaia specializzata, per anni in una fabbrica di cablaggi elettronici, senza lavoro da quattro.

“Dopo il licenziamento ho fatto diversi lavori ma tutti saltuari, con contratti a breve termine – continua la lettera – Alla mia età, per il mondo del lavoro, sono considerata vecchia, nessuno mi assume perché le ditte a cui ho mandato il curriculum non possono usufruire delle agevolazioni previste, per cui per troppe volte mi sono sentita dire: «ah, se solo avesse 29 anni!». La mia passione più grande è la pasticceria. Fin da bambina mi piaceva aiutare mia nonna a preparare i dolci e prima di morire mi ha insegnato tutto quello che so. Questa passione innata per la pasticceria però l’ho ereditata da mio padre Silvano: lui era molto bravo a preparare il tiramisù, ero piccola ma stavo sempre a guardarlo allineare i biscotti in maniera perfetta come fanno gli chef. Dopo il licenziamento ho fatto molti lavoretti saltuari, in tanti campi, poi ho deciso di seguire la mia passione. L’anno scorso ho frequentato un corso di cucina finanziato dalla Regione Toscana, durato un anno: è stato molto bello anche se pieno di difficoltà, perché abitando ad Aulla, andare tutti i giorni a Massa non è stato semplice. Grazie a questo corso, comunque ho imparato tante cose, ho fatto anche qualche mese di stage presso ristoranti. Ma ad oggi non ho ancora trovato lavoro. Con questa lettera alla Befana – conclude Erica – vorrei fare un appello a qualche pasticceria, perché riesca a farmi fare la famigerata esperienza che chiedono tutti, per potermi assumere. Ma come si fa ad acquisire esperienza se nessuno ti assume?” —

Manuela D’Angelo

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