Il dolore
Addio al decano dei ristoratori Celestino Lorenzetti (La Nò)
È morto ieri pomeriggio, dopo 60 anni di attività; lascia la moglie e tre figli Ex insegnante, grande cultura: un re dei fornelli che amava la sua terra
montignoso. Se ne è andato Celestino Lorenzetti, per tutti Vincenzo, una leggenda a Montignoso, titolare dello storico ristorante La Nò, aperto nel 1948 dalla madre Annunziata, in dialetto, appunto, la Nò. Celestino aveva proseguito l’attività di famiglia, fino a poco tempo prima di morire, a 75 anni, tramandandola ai suoi figli, Fernando, Deborah e Mario, che addirittura un ristorante “La Nò” lo ha aperto a Vienna. Se ne va un cittadino esemplare, un gran lavoratore, un uomo di cultura, e solerte lettore del Tirreno, non soltanto molto conosciuto a Montignoso e fuori provincia, ma molto amato da tutti.
È stato anche un insegnante di scuola media e all’Itis di Massa, ma ha investito gran parte delle sue energie nel lavoro, la ditta di famiglia, sempre al passo coi tempi, ma attenta alle tradizioni.
Quando si metteva ai fornelli era il re della cucina, ma gli piaceva stare anche in sala, a parlare con i commensali, a bere un bicchiere di buon vino quando il ristorante stava per chiudere e rimanevano solo “gli affezionati”.
Così la vita di paese è trascorsa fino all’ultimo respiro, quasi 60 anni di attività, un locale aperto anche a Marina di Massa negli anni Ottanta, poi venduto, il famoso “Vincenzo”.
La vita con la moglie Luana, i tre figli e i quattro nipotini, poi il suo cuore ha iniziato a fare le bizze e ha smesso di battere ieri pomeriggio. Il 5 gennaio, una data simbolica per Montignoso che celebra da secoli, in silenzio, la notte della Pefana.
Per un uomo che ha dato tanto, il ricordo è eterno. Così sarà per Celestino Lorenzetti. I funerali, annunciati dalla famiglia, si svolgeranno domani, alle 15, nella chiesa di Santa Maria della Rosa a Montignoso —
Manuela D’Angelo
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