Gioco
Minaccia il padre con la pistola Assolto il figlio minorenne
Una vicenda complessa che vede protagonista-vittima un pentito della Sacara Corona Unita divenuto collaboratore di giustizia
lunigiana. Secondo l’accusa lui, figlio minorenne, aveva minacciato di morte il padre brandendo una pistola.
Per questo era finito a processo per minacce aggravate.
Il giovane, i fatti risalgono a due anni fa (difeso dall’avvocato Enrico Di Martino) è stato assolto perchè il fatto non costituisce reato (art.530 comma 1).
Il tribunale ha riconosciuto una serie di violenze e soprusi che, da quanto emerso dalle udienze in tribunale, sarebbero state subite dal giovane fin da quando era molto piccolo.
Non solo, dalla ricostruzione dei fatti, in aula, è emerso che il primo ad aver estratto l’arma sarebbe stato il padre. Insomma uno scenario completamente diverso da quello ricostruito nell’ipotesi accusatoria, tanto che il giovane è stato assolto perché il fatto non costituisce reato.
Si chiude (in primo grado) una vicenda complessa che vede protagonista una famiglia di spicco della Sacra Corona. Proprio per ragioni di protezione il processo è stato celebrato a Milano.
Il padre del ragazzo finito sul banco degli imputati, era diventato collaboratore di giustizia e ha girato tutta Italia (rimanendo in Lunigiana per anni): i figli e la moglie non lo hanno seguito e i rapporti si erano fatti via via sempre più tesi. Ad un certo punto c’è un piccolo riavvicinamento con il figlio che viene accolto dal padre in località protetta. Ma ben presto ricominciano i dissidi, le liti violente e le minacce (anche con uso di armi). Da una prima ricostruzione dei fatti il genitore si era dichiarato talmente intimorito per finire col dormire in macchina. Ma qualche mese fa il figlio sarebbe stato protagonista di minacce di morte con un’arma. Il giovane non era riuscito nell’intento per l’intervento dei Carabinieri che erano riusciti a sottrargli la pistola. Il giovane viene arrestato ed allontanato dal padre. Attualmente è ancora agli arresti domiciliari presso l’abitazione della madre. In tribunale il padre si era presentato sotto scorta vivendo sotto protezione ed aveva confermato la denuncia pur ripetendo che lo aveva già perdonato. —A.V.
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