La manifestazione
«Io sotto sfratto, non ho accesso ai contributi»
L’appello di un cittadino disperato che si è rivolto all’Unione sindacale di base: «Apriamo una trattativa col Comune»
Circa otto anni fa ha aderito al progetto Comune garante per avere un sostegno nel pagamento dell’affitto. Lui, la moglie e le due figlie all'epoca iniziano a riempire un appartamento di mobili, vestiti e cornici. Tracce di famiglia, la loro, che per un po’ hanno colmato quelle quattro mura. Comune e proprietario di casa hanno trovato un accordo che per qualche tempo ha funzionato e che per l’uomo ha rappresentato quel carburante necessario a tirare avanti, pur appoggiandosi su un unico stipendio.
Qualcosa nel frattempo succede. Cause di forza maggiore riducono in maniera sostanziale, da 1400 a 900 euro, quell'unica entrata. Ad accumularsi, al contrario, un debito che cresce di mese in mese nei confronti del comune, fino ad arrivare a 28 mila euro. Una cifra mozzafiato. L’uomo decide di partecipare al bando per avere parte dei contributi destinati agli inquilini morosi incolpevoli messi a disposizione dalla Regione Toscana. L’iter non è semplice, fogli, domande, risposte, lunghe file in attesa di parlare con le assistenti sociali. La burocrazia. E un tassello viene a mancare: un’informazione. «Non mi è stato detto che per godere del contributo dovevo essere stato licenziato», racconta l’uomo. Da settimane l’Unione sindacale di base segue la sua vicenda per evitare che la procedura di sfratto che gli è stata notificata, giunta al quarto rinvio, si concretizzi.
Il piano per ottenere 12 mila euro, che sarebbero stati impiegati nel ripagare il debito maturato nei confronti del Comune, è saltato e da palazzo civico, racconta l’uomo, «ho ricevuto solo pacche sulle spalle». Con la stesura del nuovo contratto decade il progetto Comune garante. E il proprietario di casa reclama l’affitto. «La nostra richiesta – dice Elia Buffa dell’Usb – è quella di aprire una trattativa con il Comune così da sospendere lo sfratto. Da vent'anni vengono operate politiche emergenziali per affrontare il tema del diritto alla casa, noi chiediamo risposte concrete dall'amministrazione, per sostenere quelle persone che pur lavorando non riescono a pagare un affitto».
Il neonato sindacato «che lotta sempre e solo dalla parte dei lavoratori» invita anche le altre famiglie che hanno disagi di questo tipo a recarsi allo sportello di piazza Aranci 29, aperto il martedì e il venerdì dalla 9 alle 12 e dalle 15 alle 17. Il sindacato, inoltre, a Villette e ai Poggi ha iniziato a promuovere un “questionario di quartiere” per dare vita ad un laboratorio di partecipazione popolare.
«Non difenderemo il progetto Comune garante, ma è stato un tentativo di dare una risposta all'emergenza abitativa del territorio. Ad oggi i 66 appartamenti sbandierati dall'amministrazione per noi sono una non- risposta, perché ad essere risultate idonee, e quindi aventi diritto, per un alloggio popolare sono stati 424 nuclei familiari. E quei nuclei non sono spariti. Per questo chiediamo all'amministrazione di aprire un tavolo di confronto su queste criticità» —
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