Giovane escursionista si ustiona con l’acqua al bivacco “Matale”
Difficile soccorso nella notte e a 7-10 gradi sotto zero La ragazza stava cucinando assieme a una comitiva
BAGNONE. Il freddo gelido di questi giorni non ha fermato gli escursionisti che – invoglianti anche dal cielo sereno e dal periodo di vacanze – sono in questi giorni saliti numerosi sui crinali e le vette di Apuane e Appennini. È così è stato per una comitiva di 18 persone che hanno affrontato nei giorni scorsi un’escursione sulle montagne lunigianesi. Che si è conclusa però in modo abbastanza drammatico e ha costretto i soccorritori a un difficile intervento a 10 gradi sotto zero sulle montagne della valle di Bagnone. Qui il gruppone di 18 persone aveva deciso di trascorrere la notte al bivacco bivacco Matale che si trova a a quota 1320 metri. Il bivacco Matale è una struttura in muratura sita sul versante meridionale del Monte Brusa, nell’Appennino Tosco-Emiliano, nella valle di Bagnone (Massa-Carrara).
Durante la notte però – eravamo tra giovedì e ieri – una delle componenti della comitiva, una ragazza di 18 anni di Bologna si è versata addosso dell'acqua bollente, riportando ustioni di primo e secondo grado alle gambe. L’incidente è avvenuto mentre la giovane stava cucinando e ha messo in allarme i compagni, i quali hanno subito lanciato l’allarme. È stata allertata la stazione di Carrara del Soccorso Alpino e Speleologico Toscano che ha subito organizzato una squadra di soccorritori che ha raggiunto in auto Bagnone e poi si è diretta al bivacco Matale, che dista circa due ore di cammino. Poche tracce di neve sul sentiero ma un freddo intenso hanno caratterizzato le operazioni, che si sono svolte a una temperatura che oscillava tra i 7 e i 10 gradi sotto lo zero.
Una volta raggiunta, la ragazzaè stata trasportata a valle e quindi trasferita sull'ambulanza che aspettava assieme ad un'amica scesa con i soccorritori per farle compagnia e stare con lei in ospedale. Le operazioni si sono concluse alle 4 del mattino.
Sempre giovedì, questa volta però nel comprensorio di Minucciano, in Garfagnana, la stazione di Lucca era stata attivata per un frate che risultava disperso nei pressi dell’eremo della Beata Vergine del Soccorso. Intervento terminato rapidamente perché nel frattempo l’uomo era stato individuato dai carabinieri. —
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