Sicurezza
Estorsione, arrestato imprenditore del marmo
Carrara, si è fatto consegnare due assegni (per oltre 30mila euro) dal suo commercialista, ma fuori dall’ufficio c’erano i poliziotti
CARRARA. Lui il commercialista si è presentato dall’imprenditore nel piazzale davanti all’ azienda (settore lapideo), con due assegni per una somma che si aggira sui 35mila euro. Ma, al momento della consegna, sono spuntati i poliziotti che hanno fatto scattare le manette per l’imprenditore del marmo di 62 anni che stamani, sabato 5 gennaio sfilerà in tribunale, per l’udienza di convalida dell’arresto. L’accusa da cui si deve difendere è quella di estorsione. Una vicenda delicata che parte da lontano e da un rapporto molto diverso fra i due protagonisti. Il commercialista infatti, secondo una prima ricostruzione dei fatti, un tempo non solo assisteva come cliente l’imprenditore del settore lapideo, ma era anche suo socio in alcune aziende. Poi i rapporti si sono deteriorati: il commercialista denuncia alla polizia di aver consegnato 50mila euro all’imprenditore sotto minaccia, e anche dopo un’aggressione fisica. Fino ad arrivare all’accusa di estorsione e al piano architettato per far cogliere in flagranza il presunto estorsore. Presunto, perché, l’imprenditore si difende asserendo che quegli assegni erano in realtà soldi di un prestito che lui aveva elargito al commercialista.
Insomma una vicenda con tutta una serie di aspetti da chiarire ma che ha avuto un epilogo, nel pomeriggio di ieri con l’arresto dell’imprenditore del marmo. Tutto è successo nel primo pomeriggio di venerdì 4 gennaio. Dopo una telefonata il commercialista si è messo d’accordo per andare in azienda nel giro di poche ore. Con sè avrebbe portato gli assegni. Questo era il segnale convenuto, quello che la polizia, che da giovedì 3 gennaio si stava occupando della vicenda, su input del commercialista che aveva denunciato il fatto, aspettava per poter entrare in azione e cogliere in flagrante il presunto estorsore. Ecco quindi che, proprio mentre avveniva il passaggio degli assegni, sono “saltati” fuori i poliziotti che hanno fatto scattare le manette ai polsi dell’imprenditore. Sono stati attimi concitati e la conclusione è avvenuta in Commissariato a Carrara dove è stato messo nero su bianco il verbale di arresto (la misura cautelare è quella dei domiciliari).
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Stamani, sabato 5 gennaio l’imprenditore che ha nominato come avvocato il legale Enrico Di Martino, dovrà comparire davanti al giudice, in tribunale a Massa, nell’udienza di convalida dell’arresto (il pm è Roberta Moramarco). Gli assegni, nel frattempo, sono stati posti sotto sequestro. Al momento dell’incursione della polizia l’imprenditore li aveva già messi nella tasca dei pantaloni e stava per risalire in macchina e allontanarsi dall’area parcheggio dell’azienda dove era avvenuta la consegna.
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