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80 anziani protestano contro la manovra: «Pensionati usati come un bancomat»

Benedetta Bianchi
80 anziani protestano contro la manovra: «Pensionati usati come un bancomat»

Il presidio dei sindacati Fnp Cisl, Ulilp e Spi Cgil contro il blocco della rivalutazione delle pensioni a partire da 1.500 euro

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Nonostante il freddo pungente un’ottantina di pensionati apuani ieri mattina è scesa in piazza ed ha partecipato al presidio organizzato dai sindacati di categoria Fnp Toscana Nord Massa Carrara, Spi Cgil e Uilp in segno di protesta contro la manovra di bilancio varata dal governo e approvata dal Parlamento.

Tra i vari provvedimenti c’è il blocco della rivalutazione delle pensioni che, in maniera progressiva, colpisce le pensioni a partire dai 1500 euro, vale a dire 1050 euro netti al mese. Per i sindacati «mira a fare cassa» motivo per cui quella di ieri, di fronte alla Prefettura di Massa Carrara, è stata solo la prima iniziativa; in programma c’è una manifestazione dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil a livello nazionale. I pensionati in tutta Italia sono 15 milioni, nella provincia apuana sono circa un terzo della popolazione totale e la maggior parte riceve pensioni medio-basse, difficilmente arrivano ai mille euro, in particolare in Lunigiana dove le cifre sono molto basse. «Massa Carrara non ha mai avuto il boom economico, abbiamo il più alto tasso di disoccupazione in regione, abbiamo sempre avuto una bella fetta di lavoro nero, quindi senza contributi, e soprattutto le donne non hanno pensioni congruenti con la loro vita lavorativa, sociale e familiare perché in provincia non hanno una grossa tradizione di lavori continuativi, ma spesso legati al turismo» fa il quadro Liliana Bassi della Fnp Cisl.

La manovra azzera l’intesa del settembre 2016 che prevedeva il recupero totale dell’inflazione con una trattativa sulle pensioni a partire dal primo gennaio del 2019 e va a colpire in particolare proprio le pensioni medio-basse considerato che 50 o 100 euro in meno sugli emolumenti mensili alti per i sindacati diventa quasi irrisorio, ma togliere la stessa cifra a pensioni da mille euro fa la differenza. «L’inflazione maturata nel 2017 non viene restituita completamente, non c’è il recupero del potere d’acquisto ed abbiamo le pensioni bloccate dal 2011» spiega ancora Bassi.

Giancarlo Leorin, Uilp Massa e Montignoso parla di «pensionati usati come bancomat dai governi precedenti e quello attuale, il governo del popolo, lo fa in modo ancora più scientifico».

Poi fornisce alcuni dati: per tre anni non ci saranno aumenti rispetto invece al rialzo dell’inflazione e con la manovra il Governo andrebbe a recuperare 3,6 miliardi di euro dai tagli sulle pensioni minime, contro il prelievo forzato di 600 milioni da quelle d’oro, «eppure è questa categoria che ha salvato il paese dalla crisi» commenta Leorin.

«Vogliamo contrastare questa manovra finanziaria nella parte in cui blocca la perequazioni delle pensioni – aggiunge Nicola Del Vecchio, Cgil – noi soprattutto siamo in piazza affinché si arrivi al reale superamento della legge Fornero; non a caso abbiamo chiesto al Governo un incontro urgente prima dell’emanazione del decreto che, pare, avverrà a giorni per discutere la nostra proposta come piattaforma sindacale che tiene conto delle specificità che riguardano il mercato del lavoro». C’è però un’altra preoccupazione dei sindacati, il fatto che con il taglio dei finanziamenti da parte dello Stato a regioni e comuni, gli enti locali dovranno o alzare le tasse o ridurre i servizi che in gran parte sono rivolti alle fasce deboli, come le quote delle Rsa, o gli aiuti per gli affitti. «C’è il rammarico nel vedere la rassegnazione della gente – conclude Giuseppe Cortili, Uilp Lunigiana Carrara – prendiamo atto dello scoramento delle persone, ma questa rassegnazione fa male e fa paura».
 

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