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Zero spreco, tanta solidarietà Ecco le dieci ragazze del riuso

Camilla Palagi
Zero spreco, tanta solidarietà Ecco le dieci ragazze del riuso

Al parco della Comasca un magazzino particolare dove si scambiano abiti, scarpe giocattoli e altri oggetti usati. Senza denaro e in nome dell’economia circolare

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MASSA. Per entrare non c’è bisogno di capitale, tutt'al più si può realizzare una sorta di permuta “alla buona” senza dover indicare eventuali contraenti o diritti di proprietà. La proprietà di un bene, che sia un paio di scarpe o un libro, viene effettivamente meno nel momento in cui si accede in quell'angolo del comune di Massa chiamato “RiusiAmo, te lo regalo se vieni a prenderlo”. Qui, nel fondo allestito dentro al parco della ex Comasca messo a disposizione dall'associazione A.fa.P.H, magliette, gonne, giacche, scarpe, ma anche passeggini, lampade e materassi perdono il loro valore economico e ne acquistano uno diverso.

Difficile inquadrare di che sostanza è composto il progetto nato tre anni fa da un pagina Facebook, e che al momento richiama persone di ogni tipo: quelle semplicemente incuriosite dall'iniziativa e che decidono di passare a dare un’occhiata, quelle che ormai sostengono consapevolmente l’idea, quelle che hanno l’armadio pieno di vestiti che non sanno più dove mettere e quelle che, al contrario, di vestiti non ne hanno. Qui gli abiti fanno giri immensi e spesso ritornano, passano dalla prima alla seconda, alla terza e anche alla quarta mano. Se sono in buono stato e riutilizzabili, perché no.

A separarli per taglie e colori ci sono 10 donne, che in questi tre anni di attività hanno creato un punto di riferimento per le persone che per i più svariati motivi preferiscono risparmiare e riutilizzare all'acquistare nuovi oggetti. Dieci donne che non nascondono di avere un’anima “anticapitalista” e contraria ad ogni forma di spreco, soprattutto quello che si potrebbe evitare nel quotidiano.

Lo racconta Paula Adina, 38 anni, tra le promotrici dell’iniziativa: «Tre anni fa l’idea è nata dal gruppo Facebook fondato da Ilaria Mosti, poi abbiamo trovato il fondo grazie a Daniele Carmassi e da quel giorno con costanza apriamo le nostre porte alle persone che sono favorevole al riuso. Non siamo un’associazione ma siamo dieci ragazze ognuna con il proprio lavoro, i propri impegni familiari. Dedichiamo un po' del nostro tempo a gestire il magazzino e a tenerlo sempre sistemato e pulito, collaboriamo con gruppi nati dopo di noi che fanno la stessa cosa, cioè dare l’opportunità a tutti di scambiare abbigliamento scarpe, giochi, e aiutare le famiglie in difficoltà. Il riuso ci aiuta a legare amicizie e a risparmiare».

In questi anni le dieci ragazze del riuso hanno sostenuto iniziative di solidarietà in occasione di catastrofi naturali, insieme a Vab, Cri e Croce Bianca. Lo spirito che le anima, la sostanza del progetto, si può riassumere con le parole di Paula: «Una mano lava l’altra. Con due possiamo arrivare ovunque. Con tre anche meglio». —

Camilla Palagi

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