Sicurezza
Una grande mostra da 150mila euro dedicata a Canova
CARRARA. Una mostra su Antonio Canova nel museo di Carrara dedicato a Michelangelo. Dovrà tenersi tra agosto di quest'anno e maggio 2020 la mostra al Carmi di villa Fabbricotti nel parco della Padula. Lo stabilisce la delibera di giunta del 21 dicembre scorso (la numero 615) che mette nero su bianco l'impegno di spesa di Palazzo civico per la realizzazione di «un progetto di tale levatura»: 150 mila euro (spalmati a cavallo tra i due anni, 100 mila quest'anno e i restanti l'anno prossimo) «implementabili tramite l’eventuale intervento di partner economici dell’ente», si legge. La mostra su Canova si concentrerà al Carmi anche se da piazza Due Giugno non escludono che possa essere estesa anche nelle altre sedi museali del territorio. Di certo c'è il periodo: agosto 2019-maggio 2020. Nelle intenzioni dell'amministrazione l'evento dovrà sottolineare «l’importanza storica di un artista che ha trovato in Carrara uno dei luoghi più significativi per la sua crescita stilistica e rappresentato un maestro per numerosi scultori coevi, che vede molte delle sue opere permanentemente collocate nei principali musei nazionali e internazionali, puntando anche su una elevata tecnologia multimediale e sull’esaustività di apparati didascalici»; ma non solo. Canova, si legge sempre nel documento, «ha utilizzato il prezioso marmo statuario locale per la sua scultura e «ha avuto un ruolo significativo nell’apertura di laboratori statali di scultura a Carrara sotto Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone Bonaparte, influenzando l’opera dei principali artisti carraresi dell’epoca». Insomma, un personaggio cruciale nella storia dell'arte mondiale che Carrara vuole celebrare con una mostra al Carmi. Il via alle manifestazioni di interesse. Per questo è scattato l'avviso esplorativo fino a martedì 15 (alle 12,30) per individuare gli operatori per la realizzazione, l'organizzazione e la gestione della mostra. Il progetto, dunque, «dovrà essere ideato e costruito in modo da porre in risalto la maestria di Antonio Canova e i rapporti con la città di Carrara e l’Accademia di Belle Arti». —L.B.
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