Il Tirreno

i problemi della città 

Il sindaco Persiani: se i negozi chiudono la colpa non è nostra ma ora si cambia

Benedetta Bianchi
Il sindaco Persiani: se i negozi chiudono la colpa non è nostra ma ora si cambia

Non è allarmato per l’apertura di attività gestite da stranieri  «Un regolamento per valorizzare il centro e il commercio»

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MASSA. Le saracinesche si abbassano, sulle vetrine stanno apparendo i cartelli «cedesi attività» anche su quelle degli esercizi commerciali che hanno fatto la storia di Massa. Presto al posto del bar Battistini di via Eugenio Chiesa ci sarà un ristorante di sushi giapponese, mentre un bazar occuperà i locali oggi di Banca Intesa, all’angolo di piazza Aranci. Sono annunciate le chiusure del negozio “Chiaietta”, in via Guglielmi, “Cucinando” (che sta facendo una svendita totale), il negozio di abbigliamento “Original Marines” e della yogurteria di via Dante “Sweet & Soft”.

Una raffica di chiusure che non può non lasciare indifferente l’amministrazione comunale. Il sindaco Francesco Persiani ammette: «Vedere tirare giù delle saracinesche di locali anche importanti e storici per Massa è sempre un momento triste perché impoverisce il tessuto economico e sociale di una città; prendiamo atto della situazione che si sta creando nel centro cittadino di preoccupazione per la chiusura di alcuni esercizi commerciali, purtroppo devo osservare che sono ancora gli effetti di una politica che per vent’anni si è disinteressata dei problemi e di quali potevano essere le soluzioni per mantenere viva l’economia locale e quindi consentire una ripresa del settore merceologico e di attività commerciali». Il sindaco, però ritiene «ingiusto e irragionevole» accusare la sua gestione rispetto a quella precedente che invece a suo dire è stata «poco oculata e poco lungimirante». «Prendiamo atto con rammarico di quanto sta accadendo – conclude il sindaco - ma è anche un’occasione per ricominciare e dare nuovo impulso all’economia».

L’amministrazione, riferisce ancora il primo cittadino, sta lavorando alla stesura di un regolamento per la valorizzazione del centro storico e per la qualificazione del commercio «affinché le nostre peculiarità e i valori locali possano emergere ed essere valorizzati».

Ma «ci sono regole che dobbiamo rispettare e non possiamo impedire l’apertura di alcune attività», aggiunge, riferendosi al fatto che, comunque, alcune delle storiche attività in crisi saranno sostituite da negozi gestiti da imprenditori stranieri, in diversi casi cinesi. Con conseguenti timori di “scadimento” dell’offerta commerciale in città. «Non esagererei con l’allarmismo che potrebbe derivare da esercizi aperti da cittadini stranieri o di livello non adeguato» dichiara però Persiani che guarda con ottimismo al futuro e si dice convinto «che già nel 2019 i massesi inizieranno a vedere i frutti di quanto l’amministrazione sta seminando». Come già dichiarato dal vicesindaco Guido Mottini, che ha la delega alle Attività produttive, «sono stati attivati una serie studi, piani e regolamenti che però hanno bisogno di tempo per poter essere sviluppati – continua Persiani - e confido in altre iniziative, che andremo ad intraprendere proprio in questi giorni di inizio anno, che sono sicuro porteranno ad una ripresa del settore commerciale nei prossimi mesi e nei prossimi anni». —

Benedetta Bianchi

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