Attenzione
Cave “sospese”, arrivati quattro progetti ma è già partito anche il primo ricorso
Dopo la coop Lorano (che ha ricominciato a lavorare) si sono mosse altre tre aziende, Canalgrande per vie legali
Il provvedimento è di fine novembre: sei cave chiuse per “sforamento” dei perimetri consentiti. Oggi se la cooperativa Lorano ha potuto riprendere a lavorare a tempo record (tranne nelle aree interdette, quelle dello sconfinamento), due aziende hanno presentato il progetto, proprio in questi giorni, mentre si profila la partita dei ricorsi. La cooperativa Canalgrande lo ha già presentato e sarà discusso il 10 gennaio. Ma si profila la strada di un maxi ricorso collettivo.
le tappe della vicenda
Sei cave che hanno fatto registrare estrazioni di marmo abusive superiori a mille metri cubi sono state temporaneamente chiuse nel territorio comunale di Carrara alla fine del mese di novembre.
Cave che hanno sforato nei confini del piano estrattivo rispetto a quanto autorizzato nei rispettivi siti estrattivi ai sensi dell’art. 58 bis della legge regionale Toscana n. 35/2015 recentemente introdotto.
Le cave colpite dal provvedimento di sospensione temporanea sono state: cava n. 21 - “Lorano II”, ordinanza di sospensione lavori n. 986/18 del 27 novembre 2018; cava n. 22 – “Lorano I”, ordinanza di sospensione lavori n. 883/18 del 9 novembre 2018; cava n. 64 – “La Madonna”, ordinanza di sospensione lavori n. 989/18 del 27 novembre 2018; cava n. 95 – “Canalgrande B”, ordinanza di sospensione lavori n. 985/18 del 27 novembre 2018; cava n. 150 – “Fossaficola A”, ordinanza di sospensione lavori n. 988/18 del 27 novembre 2018; cava n. 175 – “La Piana A”, ordinanza di sospensione lavori n. 987/18 del 27 novembre 2018.
Si tratta di cave dove è stata dichiarata e/o accertata “una difformità volumetrica superiore ai 1000 metri cubi rispetto al progetto di coltivazione autorizzato, ma comunque all'interno dell'area in disponibilità a destinazione estrattiva” e conseguentemente è stata ordinata “la cessazione immediata dell'attività nell'area oggetto della difformità e la presentazione di una perizia giurata attestante la ricorrenza del presupposto” della realizzazione dei lavori abusivi “sino alla data dell'entrata in vigore della legge regionale 2 ottobre, 2018, n. 54”, nonché sia stata ordinata la “presentazione e realizzazione di un progetto di messa in sicurezza e risistemazione ambientale dell'area che tenga conto degli impatti complessivi derivanti dalle lavorazioni difformi” e l’irrogazione delle sanzioni amministrative (art. 52, comma 4°, della legge regionale Toscana n. 35/2015).
i progetti
Il sindaco Francesco De Pasquale e l’assessore al marmo Alessandro Trivelli sono stati fin da subito molto chiari: le pratiche relativi ai progetti “correttivi” delle aziende a cui è stato contestato lo sforamento, avrebbero avuto la precedenza per fare in modo che la chiusura e l’astensione dal lavoro fosse limitata il più possibile. La cooperativa Lorano ha colto i frutti i questa linea: progetto presentato in tempi strettissimi e la possibilità di riprendere il lavoro altrettanto velocemente. Sono arrivati invece, solo nei giorni scorsi i progetti della cava La Madonna e di Lorano II (azienda escavatrice Pi. Gi Marble). Solo ieri è arrivato invece il progetto della cooperativa Canalgrande relativo alle due cave ferme.
I ricorsi
A Palazzo civico, negli uffici tecnici, si stanno studiando i progetti. Ma intanto è già stata avviata anche un’altra partita quella dei ricorsi contro l’applicazione della legge 58 bis, quella appunto sullo sforamento dei confini. E ci sono pure già date certe: il ricorso presentato dalla cooperativa Canalgrande sarà discusso a giorni, il 10 di gennaio.
Quella che si profila è anche la strada di un ricorso collettivo: a oggi non hanno ancora presentato il progetto (i tempi tecnici sono di 90 giorni)la cava La Piana A e la Fossaficola.
L’assessore trivelli: tempi rispettati
L’assessore Trivelli fa il punto della situazione sulle sei cave. «La cooperativa Lorano è stata la prima a presentare il progetto e quindi ha già rirpeso a lavorare - spiega - le altre aziende si sono mosse dopo, il progetto di Canalgrande è arrivato soltanto ieri. Cercheremo comunque di valutare tutto il prima possibiel». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
