Il Tirreno

la nuova legislazione 

«Benissimo il decreto sicurezza: più regole, più benefici ai massesi»

B.B.
«Benissimo il decreto sicurezza: più regole, più benefici ai massesi»

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MASSa. Il decreto sicurezza, che porta la firma del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, lo rispetta e lo applicherà. Se i sindaci di diverse città come Palermo, Napoli, Firenze, Reggio Calabria e Parma stanno contestando il provvedimento del Governo e annunciano di non volerlo applicare, il primo cittadino di Massa, Francesco Persiani, è più che certo che la legge, approvata da Camera e Senato, «oltre a correggere tante anomalie, quelle di un Paese che dimentica i suoi cittadini e regala diritti agli immigrati irregolari, si pone come argine all’illegalità sempre più dilagante».

Il decreto si compone di 40 articoli in materia di sicurezza pubblica, contrasto al terrorismo e alla criminalità mafiosa; sotto accusa in particolare i provvedimenti sull’immigrazione tanto che alcuni sindaci hanno deciso di sospendere le norme sui richiedenti asilo ed è stato interessato anche l’Anci.

Il sindaco di Massa condivide nel merito il decreto del Governo, «va nella direzione giusta perché si pone come argine all’illegalità e sono convinto che le forze dell’ordine – prosegue Persiani - necessitino di strumenti adeguati e moderni che consentano interventi risolutivi e preventivi e che permettano loro di operare in maniera efficace per la sicurezza di tutti i cittadini». Maggiore sicurezza è ciò che «è stato espresso con il voto di marzo, a livello nazionale, e di giugno, a livello locale, e questo ci rafforza quel sentimento di aver intrapreso una strada condivisa dalla gran parte dei nostri cittadini» conferma Persiani secondo cui, regole rigide porteranno benefici anche al territorio apuano.

«Il Comune di Massa sosterrà fermamente il decreto perché solo grazie a questo si potrà rispondere con incisività ad esigenze di legalità ed ordine pubblico – dice con decisione il sindaco – il rispetto delle regole è un dovere da parte di tutti e non vogliamo più regalare diritti sacrificando il buonsenso sull’altare dell’ideologia dell’accoglienza ad ogni costo; i sindaci che hanno a cuore il bene della propria città e dei cittadini condividono il decreto che si propone come risposta politica lungimirante». Sulla decisione di alcuni sindaci di non voler applicare le nuove normative, il sindaco Persiani le ritiene affermazioni troppo forti, «mi pare quasi che la sinistra in questo caso si erga essa stessa a giudice» dice, poi sottolinea che «è legittimo esprimere opinioni che critichino una eventuale incostituzionalità delle norme di legge per presunte violazioni di diritti umanitari, ma un sindaco non ha il potere di disapplicare la legge e fino a quando la corte costituzionale non si sarà espressa su queste disposizioni esse restano in vigore come tali».

«Il decreto sicurezza è stato approvato dal Parlamento ed io come sindaco ho giurato sulla costituzione di rispettare le norme di legge – prosegue Persiani - se qualche collega dissidente sul contenuto è libero di attivarsi nelle sedi opportune per far valere le proprie idee e recriminazioni, ma disapplicare il decreto prima che la Corte Costituzionale si sia pronunciata va oltre il consentito, dato che il nostro è uno Stato di diritto e il principio di legalità non può essere messo in discussione da nessuno». —

B.B.

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