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La Pefàna vien col miccètto e Montignoso le apre le porte

Benedetta Bianchi
La Pefàna vien col miccètto e Montignoso le apre le porte

Sabato sera la festa nelle case del borgo alto e la premiazione delle maschere Il sindaco Lorenzetti: bello accogliere in un periodo in cui si tende a chiudere

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La Pefàna a Montignoso arriva col «miccétto, al bujo silenzióso de un bórgo antico» nel rispetto della tradizione secolare e dell’identità del paese che questa festa la vive da sempre aprendo le porte a tutti i cittadini: «Noi apriamo le nostre porte, le famiglie fanno entrare nella loro intimità altre persone in un momento storico in cui la tendenza generale è quella di chiudere – ha dichiarato il sindaco Gianni Lorenzetti nel trasmettere il messaggio dell’amministrazione - la Pefàna porta con sé un messaggio di solidarietà, di generosità e di scambio e auguro che la gente ritrovi questi valori».

La festa, in piazza Sesto Paolini la sera di sabato 5 gennaio, è organizzata dall’amministrazione di Montignoso in collaborazione con la Proloco Montignoso e l'associazione Il Borgo Incantato. Si concentrerà quest’anno nel borgo alto dove 5 o 6 famiglie apriranno le proprie case ai gruppi mascherati e tutti coloro che si iscriveranno al concorso dovranno visitare tutte le abitazioni della lista, i cui proprietari si aggiungeranno alla votazione della giuria nel corso delle premiazioni finali. La Pefàna – a Montignoso anche il nome è radicato al termine greco epifáneia – cercherà però il prossimo anno di tornare al passato, di «recuperare gli usi e le tradizioni di una volta attraverso norme stringenti ed un accesso regolamentato al borgo in modo che ci siano sempre più gruppi mascherati» ha detto l'assessore Eleonora Petracci. Allo stesso tempo, l’intenzione è quella di allargare nuovamente l’evento a tutte le frazioni di Montignoso per coinvolgere tutta la cittadinanza.

Su questa strada anche Piero Guadagni de Il Borgo Incantato: «La Pefana non deve essere organizzata, ma accompagnata dall’amministrazione perché noi a Montignoso facciamo una cosa rivoluzionaria, si accoglie gli quando altri alzano i muri, ma vogliamo un ritorno all'antico, cercando di andare incontro a chi ha voglia di mascherarsi e a chi apre le case». Così accanto ai tradizionali premi dell'amministrazione comunale, tra cui il celebre quadro di Franco Vasini passato di mano in mano ad ogni edizione dai pefani che partecipano alla gara, ci saranno altre due riconoscimenti ai gruppi mascherati più belli e divertent:. «Offriremo una cena, un momento per stare tutti insieme, parlare dei tempi passati e fare due ristate» annuncia Guadagni e poi Massimo Bacci mette a disposizione cinque metri, ovvero cinque chili, di salsicce. Dall’8 gennaio, poi tutti al lavoro per «rimettere indietro le lancette», come sottolineato dall’assessora Petracci, e far tornare la festa della Pefana a quella che era un tempo. —

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