Il Tirreno

Durante le feste

Cuore in affaticamento per la cocaina, boom di accessi al pronto soccorso

Chiara Sillicani
Cuore in affaticamento per la cocaina, boom di accessi al pronto soccorso

E sempre più anziani soli chiedono aiuto. Il primario: molti non possono permettersi di accendere il riscaldamento

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MASSA. Non è sempre questione di numeri. Spesso è dietro il numero, più o meno nutrito, che si nascondono storie. Persone e vite. . Così non sono i 180 accessi medi al pronto soccorso, durante le festività natalizie, il dato più rilevante. Non il numero, appunto, ma la tipologia di paziente: dall’anziano solo al ragazzo con il cuore che batte all’impazzata per colpa della cocaina. Il pronto soccorso, avamposto della sanità territoriale, è punto di osservazione privilegiato per un ritratto a tutto tondo della società. Così questo Natale, con i suoi due ponti festivi, conferma ai medici che al pronto soccorso lavorano e al dottor Alberto Conti che lo dirige, che il disagio sociale in quel di Massa Carrara c’è eccome. Ci sono decine di anziani in difficoltà che neanche accendono il riscaldamento per arrivare a fine mese e ci sono giovani, tanti, a cui sempre più spesso fa “compagnia” la cocaina.

Accessi aumentati

Il fine anno del 2018 ha voluto distinguersi: il numero degli accessi in pronto soccorso, rispetto allo stesso periodo negli anni precedenti, è aumentato del 10% circa. Con una media giornaliera di 180 pazienti e picchi di 200. Tante richieste di aiuto, ma nessun caso particolarmente grave. Nessuno ha abusato così tanto di bollicine o superalcolici da finire in coma etilico (come accaduto altri anni), nessuno si è fatto male a suon di botti a Capodanno. Sono invece aumentati i casi di anziani soli e in difficoltà e quelli di giovani con un quadro clinico compatibile con l’utilizzo di droga e in particolare di cocaina.

Anziani infreddoliti

Verissimo: in questo periodo il freddo non si è proprio fatto vedere. Ma se sei anziano, non in ottime condizioni di salute e la tua giornata la trascorri seduto, allora il freddo lo senti eccome. E se i soldi per accendere il riscaldamento non ce li hai, nè puoi contare su qualcuno che ti ospiti, a rimetterci sono ossa e polmone: «Al pronto soccorso - a fare il punto è il dottor Conti - durante queste festività abbiamo fotografato un diffuso disagio sociale. Molti anziani hanno chiesto aiuto al 118 e a noi e parecchi erano provati. Diverse persone ci hanno confidato di non potersi permettere il riscaldamento e sono rimasti per giorni con l’impianto spento». E l’equazione è presto fatta: freddo uguale raffreddori, tossi e spesso complicanze polmonari.

Aumenta uso di coca

Arrivano con la sintomatologia di chi ha problemi cardiaci seri: pressione arteriosa alle stelle, cardiopalmo, agitazione, battiti all’impazzata. Segnali di un cuore che non va in pazienti giovani o giovanissimi. Troppo giovani per uno scompenso cardiaco. A mettere a dura prova cuore e pressione è, sempre più spesso, la cocaina. E sempre più spesso i pazienti superano il muro della riservatezza e confidano di essersi sentiti male per aver fatto uso di droga: «Rispetto ai casi di alcolismo e a quelli estremi di coma etilico che - spiega il primario Alberto Conti - sono in contrazione, assistiamo ad un incremento del numero di pazienti con complicanze legate all’uso di cocaina. L’aumento della casistica (il primario non ha ancora disponibile il dato esatto) si è evidenziato in maniera rilevante nel mese di dicembre e, in particolare, in concomitanza con le festività. Non escludo che in parte ad incidere sul dato sia il fatto che i pazienti confidano ai medici l’utilizzo di droga» rendendo così più rapida la diagnosi e l’intervento.

«In un ragazzo di 24 anni - Conti si riferisce al caso più eclatante - il tasso di coca nel sangue era elevatissimo». Non casi gravi al pronto soccorso, quindi, queste festività, ma una fotografia del disagio sociale diffuso. In modi e forme diverse. Negli anziani e nei giovani. — 
 

 

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