Sole e mare perfetti per il tuffo dal pontile Mastrodomenico: che sia di buon auspicio
Folla per l’appuntamento di mezzogiorno del Capodanno tra i presenti anche il figlio dell’ideatore Salvatore Tosi
l’evento
Si è ripetuta puntualmente anche quest’anno a mezzogiorno sul Pontile di Marina di Massa la tradizione del tuffo propiziatorio di Capodanno. A compierlo da quattro anni è Michele Mastrodomenico, 65 anni, che ha costruito sulla passione per il mare la sua vita da quando, cresciuto a Bari, si è poi trasferito a Massa.
La figlia Daniela e la moglie Giuditta Ferrari, in compagnia del nipotino Diego già promessa di calcio nei pulcini della Fiorentina, sono venuti a sostenerlo.
«Mio padre si è sempre occupato di nuoto, conseguendo i brevetti di istruttore di nuoto e di bagnino, professione che ha sempre fatto fino alla pensione e continua a farlo anche adesso – racconta la figlia – Inoltre è stato sempre così amante delle vecchie tradizioni che ha voluto raccogliere il testimone da Salvatore Tosi da quando è scomparso».
Michele Mastrodomenico arriva puntuale alla postazione predisposta per il lancio, una torretta rossa, in acqua sommozzatori e una squadra di soccorso pronti in caso di necessità.
«Per fare un tuffo dal pontile, generalmente non consentito ai cittadini, ci vuole un insieme di coraggio, passione e audacia - racconta Michele - Non è così tanto facile e dietro ci sono tanti sacrifici. Oggi fortunatamente il tempo è bellissimo, il mare stupendo, a differenza dell’anno scorso quando c’erano più onde e correnti e naturalmente ci è voluta grande esperienza per venirne fuori. Oggi le condizioni sono ottimali e mi auguro che questo tuffo sia di buon auspicio per Marina di Massa».
Il tuffo risulta preciso e puntuale, la riemersione regolare e a riva un gruppo di persone lo attendevano con l’asciugamano e gli applausi. Una tradizione questa del tuffo di Capodanno iniziata quasi per gioco da Salvatore Tosi, classe ’23, del quale è possibile vedere la targa ricordo che lo immortala in uno dei suoi tuffi dal pontile, dedicatagli da Anmi (Associazione Nazionale Marinai d’Italia), Comune di Massa e tutti gli amici, affissa sul lato Viareggio del pontile.
Ad assistere lo spettacolo, tra la folla di curiosi, anche Angelo Tosi, il figlio di Salvatore. «Erano gli anni ’70 quando mio padre iniziò questa tradizione, volendo realizzare a Massa quello che già in molte parti facevano a Capodanno, come a Roma che si tuffavano nel Tevere – racconta - Faceva anche due o tre tuffi di seguito perché era stato campione italiano di tuffi nella Marina Militare in tempo di guerra quindi era un atleta nato. Era più tecnico, faceva il volo d’angelo e anche il triplo salto mortale. Poi a 86 anni ha smesso e nel 2015 è venuto a mancare per un incidente stradale. Era di origini sarde, ma nessun massese si offrì di proseguire la tradizione fino a Michele che ne ha voluto raccogliere il testimone». —
Daniela Marzano
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