Sicurezza
«Al Noa mia madre imbottita di psicofarmaci»
La denuncia del figlio: prima del ricovero stava bene, ora è ridotta un vegetale. Le davano valium per zittire i suoi lamenti
CARRARA. «Imbottita di valium e psicofarmaci perché disturbava gli altri pazienti. La mia anziana madre, al Noa, è stata ridotta a un vegetale». Una denuncia pesante. Due mail inviate all’Asl (il 19 e il 27 dicembre) e una terza, delle scorse ore, mandata al Tirreno e alla Procura della Repubblica per segnalare una situazione di presunta malasanità (in attesa delle verifiche sanitarie ed eventualmente giudiziarie, la definiamo ovviamente presunta).
A firmare le missive, arrivate anche al Tirreno, è Mario Ponzanelli. «Vogliate tenere presente che è mia intenzione rivolgermi a chi di dovere – scrive – per far valutare se mia madre, in seguito a una caduta domestica, senza fratture, ma dolorosa per una 99 enne, doveva essere trattata con dosi massicce di psicofarmaci, valium, solo perché si lamentava per i dolori, e perché “disturbava “i vicini di camera, senza preoccuparsi del motivo dei lamenti». Questa la ricostruzione del signor Ponzanelli. «Mia madre era imbottita di psicofarmaci, prassi adoperata, dal primario che in accordo con il sottoscritto, vietava tassativamente l’uso degli stessi psicofarmaci, e a distanza di due giorni, dopo la visita di Un neurologo, senza avvisarmi (come da accordi) riprendeva l’uso degli stessi». «Mia madre – continua il signor Ponzanelli nella sua mail – al momento della caduta, era “normale” con solo i problemi di una 99enne. Faceva la maglia, i solitari, le parole crociate, discuteva lucidamente di ogni cosa, era completamente autonoma, solo per sicurezza camminava con il deambulatore. Ora, degente al Don Gnocchi di Marina di Massa, si è ridotta a un vegetale perdendo ogni dignità a cui ogni malato ha diritto».
E il signor Ponzanelli annuncia l’intenzione di ricorrere a vie legali: «Ora incaricheremo un avvocato per valutare se l’uso inopportuno di psicofarmaci e simili, abbia potuto creare questa situazione». Non solo, Ponzanelli sottolinea anche un’altra problematica: «L’Asl non ha risposto alla mia mail in cui chiedevo copia della cartella clinica, anche per tutelare altri anziani, ricoverati che ricevevano lo stesso trattamento per “calmarli”». E a conferma di questo allega la mail indirizzata all’Asl in cui si legge che: «Il 17 dicembre, a seguito riunione avvenuta alle 12, presso Noa chiedo urgentemente copia della Cartella clinica, sia del primo ricovero al Pronto soccorso (invio richiesta urgente) che del ricovero al Noa, terzo piano Medicina di mia madre in quanto dobbiamo incaricare un medico di controllare lo stato di salute di mia madre, che è preoccupante». –A. V.
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