Toscana
Nuovo servizio di epatologia, quando la sanità funziona
MASSA. Dare un sostegno materiale e morale ai pazienti trapiantati e in attesa di trapianto. Un nuovo anno si conclude per l’associazione volontariato italiano trapiantati epatici Onlus, che a livello nazionale così come in provincia continua la campagna di sensibilizzazione per lo sviluppo e la promozione della cultura della donazione e per sollecitare azioni per il completo reinserimento dei soggetti trapiantati in famiglia e nella società. La sezione locale di cui fanno parte Domenico Ceccotti e Egiziano Frediani, entrambi membri del direttivo, ringrazia la dottoressa Beatrice Cherubini e il direttore sanitario del Noa Giuliano Biselli: «Come trapiantati della provincia - spiega Domenico Ceccotti - non abbiamo potuto fare a meno di sottolineare la grande importanza ed utilità del servizio di epatologia istituito presso il Day service area medica del Noa, dove oltre agli accertamenti periodici in collaborazione con il centro trapianti di Pisa, i pazienti possono eseguire visite specialistiche, esami strumentali programmati direttamente dal day service valutazioni cliniche periodiche con l’epatologo di riferimento, la dottoressa Beatrice Cherubini».
Da oltre dieci anni l’associazione Vite Onlus realizza il progetto “Non sei solo”, che mensilmente porta a casa delle persone in lista d’attesa per un trapianto, equipe mediche ed ex trapiantati, a disposizione dei nuovi pazienti per un confronto extra ospedaliero che permetta loro di vivere più serenamente un periodo di forte stress. «In un periodo storico dove la sanità pubblica balza agli onori della cronaca il più delle volte per aspetti negativi, l’associazione vuole esprimere un grazie sia agli operatori del servizio che al direttore sanitario Giuliano Biselli che ha creduto e dato spazio alla realizzazione del servizio». Auspicio di Vite Onlus è rendere concreto il progetto “Non sei solo” anche nella fase post operatoria. Per permettere agli operatori, volontari, di accompagnare i trapiantati nel percorso che dovranno affrontare di riabilitazione fisica e psico-sociale. «Nella prospettiva di dare un nuovo impulso diretto a migliorare ulteriormente il servizio – conclude Ceccotti - con l’inserimento di nuove attività che permettano la buona riuscita dell’investimento messo in atto con la terapia del trapianto, l’associazione si rende disponibile a qualsiasi forma di collaborazione che l’azienda voglia mettere in atto». —Camilla Palagi
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