Gioco
«Il sindaco ci ripensi e sospenda la decisione Il podestà fu dannoso»
massa. Sul caso Bellugi interviene anche l’Anpi rivolgendosi direttamente al sindaco Francesco Persiani: «Apprendiamo dalla stampa locale che la giunta municipale lo scorso 12 dicembre, ha deciso di autorizzare un cittadino ad erigere in una piazza pubblica, davanti alla Chiesa dei Quercioli, a sue spese, un monumento in marmo, alto due metri e mezzo e largo un metro e sessanta cm. Dello spessore di 20 cm, in memoria di Ubaldo Bellugi. Questa Associazione si permette di chiedere la sospensione di quella decisione, resa anche immediatamente eseguibile», scrive il presidente Dino Oliviero Bigini.
«Chiediamo di essere ricevuti come associazione Anpi Sezione di Massa dal Signor Sindaco e dai membri della Giunta che hanno approvato quella decisione suggerita da un nostalgico cittadino che da molto tempo insidia la memoria storica della Città di Massa, decorata di Medaglia d'oro al Merito Civile e Capoluogo della Provincia di Massa-Carrara decorata di Medaglia d'Oro al Valor Militare per l'eroico comportamento delle sue popolazioni durante la occupazione nazista. Com’è noto, assecondata e servita dai resti del fascismo. Nell'incontro sarà nostro compito illustrare a lei, signor sindaco e ai membri della Giunta, fare conoscere quanti lutti hanno causato alla nostra popolazione, uomini come Bellugi», scrivono dall’Anpi.
«Capo e fondatore dei bastonatori squadristi e dei manipoli che scorazzavano nei Paesi seminando terrore nelle popolazioni apuane e nelle spedizioni come quella di Sarzana a cui è seguito il saccheggio di Massa compiuto dalla “disperata” di Firenze e che in una sera, del mese di giugno 1921 oltre venti residenze tra locali pubblici, abitazioni civili, sedi del Psi, del Pc e sindacali, sono state devastate assieme a incendi di mobili lanciati dalle finestre delle abitazioni e bruciati. Dal che, signor sindaco e signori della giunta si potrebbe anche dedurre che “i fascisti” potevano essere chiamati “poeti” e scrittori anche quando scrivevano, come direttore de “Il Popolo Apuano” nel 1938, per spiegare esaltavano le leggi razziali approvate da Mussolini e dal re. In attesa della convocazione dell'incontro richiesto, porgiamo i nostri migliori saluti», concludono nella missiva a sindaco e giunta. —
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