Il Tirreno

l’allarme della cisl 

«Marmo, ricadute economiche troppo basse per chi rischia la vita in cava»

«Marmo, ricadute economiche troppo basse per chi rischia la vita in cava»

Il segretario Figaia: i rappresentanti della sicurezza non sempre sono messi in condizione di lavorare

3 MINUTI DI LETTURA





carrara. «Otto incidenti mortali dal 2016. Questo il drammatico bilancio del prezzo in vite umane richiesto dal marmo (monte e piano) nella zona di Massa e Carrara». Cisl Toscana Nord ha analizzato alcuni dati Inail degli infortuni sul lavoro, in relazione agli occupati e di carattere generale ed anche, specificatamente, nel settore della escavazione.

«A Massa Carrara gli infortuni sono passati su quasi 1000 addetti da 108 nel 2010, 60 nel 2014 e 44 nel 2017 (con una presenza di addetti in leggero aumento)– si legge nella nota del segretario Andrea Figaia – Vogliamo valutare positivamente l’attività preventiva e di vigilanza degli organismi preposti ed anche gli interventi formativi sui lavoratori a seguito della applicazione dei contenuti previsti negli Accordi e nelle leggi anche regionali emanate. Disaggregando il dato risulta che a Massa Carrara la percentuale si attesta ad un 6, 58% (2014) mentre nel 2017 risulta in calo al 4, 28%; mentre nelle cave versiliesi e della Garfagnana il dato scende sensibilmente a partire dal 2014 e si attesta ad un 2, 75% nel 2014 ed al 3, 31% in parziali risalita nel 2017. Sono stati censiti 26 infortuni in lucchesia nel 2010 dato stabile nel 2011 e 2012 e 2013, scesi a 9 nel 2014 ed a 11 nel 2017 su un totale di 327 el 2014 al 31, 12, 2017 332 addetti». «Cisl Toscana Nord ha presentato al Presidente della Regione Toscana Rossi un proprio documento articolato dove sono state analizzate le problematiche specifiche – continua la nota – è stata poi audita in Senato a Roma di fronte alla Commissione che si occupa della sicurezza nei posti di lavoro, dei cui esiti non si è avuto poi successiva traccia. Possibile che ad un numero così alto di morti, negli ultimi anni, corrisponda un calo degli infortuni?» «Dando per scontato che le imprese abbiano continuato a presentare denuncia di infortunio con coerenza nel corso degli anni, cioè sempre con la stessa modalità (perché il calo degli infortuni a Massa dal 2012 fino al 2017 ed a Lucca dal 2014 fino al 2017 è stato troppo evidente più del 50%), la domanda quindi nasce spontanea – prosegue Figaia – Associazione Industriali dichiara che il mondo marmo fattura circa un miliardo di euro, sviluppando un reddito, per i collaboratori, complessivamente pari a 145 milioni. Dalla visione dei dati Inail risulta che il settore escavazione produca una ricaduta in termini di retribuzioni nel settore “estrazione minerali da cave e miniere” pari a 32, 5 milioni. Possibile che il ritorno economico sia cosi basso a favore di coloro che ci lavorano e rischiano in prima persona e direttamente? Cercando di essere comprensivi sul fatto che i vari settori economici interagiscano finanziariamente con il monosettore trainante del marmo e togliendo dal computo alcuni settori economici evidentemente estranei al marmo, è possibile, ad essere larghi, prevedere un computo allargato a circa 60 milioni, per i redditi dei collaboratori delle aziende. E gli 80 milioni necessari per arrivare ai 145 dello studio Confindustria come sono stati calcolati? » «I rappresentanti della sicurezza, nelle cave e nei piazzali e laboratori dove si lavora il marmo– si chiude la nota – non sempre sono messi in condizione di esercitare la loro funzione, a tutela dei lavoratori, nei modi e con i contenuti previsti dalla normativa». –

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web