Il Tirreno

l’industria del turismo 

Aiuto, mi si sono accorciate le vacanze Lucetti (campeggiatori): colpa delle alghe

Benedetta Bianchi
Aiuto, mi si sono accorciate le vacanze Lucetti (campeggiatori): colpa delle alghe

Il calo di presenze accende il dibattito. Il vicesindaco Mottini: settore da ripensare. Sabrina Giannetti: non spaventiamoci

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MASSA. Suona un campanello d’allarme per l’industria delle vacanze massese: è quello acceso dai dati del Rapporto Economia di Camnera di Commercio Isr, che segnalano un meno 6,6% in meno delle presenze turistiche nei primi 9 mesi del 2018. Vero, il 2017 fu definito un anno record (anche in relazione al fatto che quell’anno fu segnato da una paura attentati terroristici che deviò una parte dei flussi da mète ritenute a rischio verso l’Italia). Ma il dato è comunque da non trascurare.E allora ecco che si cerca di analizzare, interpretare, correre ai ripari.

«Attrarre i visitatori è importante, ma lo è ancora di più fidelizzarli e se un turista non torna vuol dire non si è trovato bene nel nostro territorio», dice il vicesindaco Guido Mottini. Lo studio dell’Istituto Studi e ricerche della Camera di Commercio dice, in sostanza, che gli arrivi, nelle strutture ricettive di Massa calano soltanto impercettibilmente: -0,3%. Ma che le presenze, cioè, il numero complessivo di giorni in cui un turista soggiorna nel territorio massese calano del 6,6%. E a trascinare verso il basso questo dato sono le presenze degli italiani (- 8%) mentre gli stranieri sono stabili (-0,1%). In altre parole: i turisti arrivano ma fanno vacanze più brevi, molto più brevi. E il fenomeno è più evidente nelle srtutture “extralberghiere” (cioè campeggi, case vacanze, ostelli ecc.) dove il calo è dell’8,7%, rispetto agli hotel e alle pensioni: meno 1,8%.

« Non c’è una cosa in particolare che più di altre non funziona – sostiene ancora Mottini – , quello del turismo è un settore da rivedere a tutto tondo e su cui l’amministrazione sta lavorando per intervenire il meglio possibile anche per portare una permanenza con strumenti che mettano in sinergia la costa con la montagna». Per il vicesindaco «la zona costiera, che è il primo biglietto da visita, non si è dimostrato attrattivo negli ultimi anni; evidentemente non sono stati forrniti servizi e qualità nell’accoglienza ed è ciò che avrebbe fatto sì che i turisti potessero arrivare e tornare. Poi c’è anche l’aspetto della promozione – continua Mottini – è chiaro che ci debbano essere manifestazioni di qualità, ma tutto parte da come ci si presenta a partire dal verde pubblico piuttosto che manifestazioni di bassa qualità e situazioni di degrado».

Negli ultimi venti anni la permanenza media dei turisti che soggiornano nella provincia apuana è crollata da quasi 8 giornate alle attuali 4, con un’accelerazione nell’ultimo periodo; nell’extralberghiero si passa addirittura da 13,5 giornate del 1998 alle circa 5 di oggi. E nei campeggi quest’anno, la conferma è di Marco Lucetti presidente di Ageparc, «è stato registrato un calo di presenze dal 3% al 5% su circa 450 mila presenza a stagione». Ma per lui il problema più grande è stato un altro, quello delle alghe che hanno invaso il mare nelle tre settimane centrali di agosto: «Alcuni clienti non sono arrivati, altri sono venuti e ripartiti perché era impossibile la balneazione nei primi 20-30 metri di acqua; bisogna lavorare affinché non accada più e come Ageparc abbiamo inviato richieste sia in Regione sia al Ministero per un confronto, mentre a breve ci sarà un tavolo con l’amministrazione comunale».

Da Federalberghi Massa Carrara, la presidente Sabrina Giannetti getta acqua sul fuoco: «Non dobbiamo spaventarci per queste flessioni, l’importante è non subirle e trovare soluzioni; sicuramente a Carrara, la nascita di nuovi b&b ha portato presenze e Montignoso, anche se è piccolo comune, mantiene sempre il trend positivo. Mi dispiace che Massa – conclude Giannetti - abbia avuto flessione, ma che serva da riflessione per politiche di promozione e visibilità mirate». —

Benedetta Bianchi

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