Gioco
Massa e Carrara, per la Cassazione il confine è labile
Due donne sono entrate a Massa nonostante un divieto. La Suprema Corte si pronuncia: "Territorio con conformazione peculiare". I giudici sottolineano anche la penuria di cartelli stradali che diano indicazioni
massa. Massesi e carraresi il campanilismo ce l’hanno nel sangue. Necessità di identificarsi e disegnarsi un’identità distinguendosi dall’altro. Così ci ostiniamo, sotto l’ombra delle stesse Apuane, a trovar differenze.. A Carrara si spende, a Massa si risparmia. A Carrara più umido, a Massa più soleggiato. Ci saranno pure le differenze, ma i confini - quelli geografici – se ci sono, e ovviamente ci sono, ma sono davvero labili.
Ne è convinta la Corte di Cassazione che ha respinto un ricorso della Procura. La Procura chiedeva l’inasprimento della misura cautelare per due donne che, nonostante avessero il divieto del giudice di dimorare a Massa, in quel di Massa si sono fatte beccare qui durante un controllo della polizia. La Corte Suprema la misura non l’ha inasprita perché, notazioni tecnico-giuridiche a parte, ritiene che individuare il confine tra Massa e Carrara, “in ragione della peculiare conformazione del territorio” sia impresa assai ardua. E i cartelli – pochi pochi - davvero non aiutano. La misura cautelare, quindi, non viene inasprita.
La vicenda - per ricostruirne le tappe salienti - muove i primi passi nel maggio scorso quando per due donne, una di 20 anni e una di 25, entrambe romene, scatta l’obbligo di presentazione alla Polizia. Per loro l’accusa è estorsione in concorso: insieme avrebbero minacciato una prostituta perché abbandonasse la piazzola in cui sostava abitualmente. A luglio l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria si tramuta nella misura più pesante dell’obbligo di dimora e questo perché i carabinieri hanno comunicato - così si legge negli atti - «che le due donne avevano continuato a svolgere l’attività del meretricio». Durante un controllo le due indagate, che a Massa non avrebbero potuto stare, vengono beccate proprio da queste parti. Per loro scattano, quindi, i domiciliari.
Ma la difesa decide di sollevare la questione di fronte la tribunale del Riesame spiegando che le due donne non avevano valicato il confine per raggiungere Massa consapevolmente, piuttosto senza rendersene conto. Il Riesame accoglie e la misura torna ad essere il divieto di dimora.
Ma l’accusa è sicura delle sue posizioni e non si arrende: solleva la questione di fronte alla Cassazione perché ritiene che la misura cautelare più adatta e commisurata sia quella dei domiciliari. La Suprema Corte, però, conferma la posizione del Riesame: i confini - per parafrasare le sue parole - non sono così delineati e, vista la conformazione del territorio, sconfinare da Carrara a Massa è facile. Anche quando non hai intenzione di farlo. — Chiara Sillicani
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