Gioco
La “Bottega” è una finestra sul mondo Prodotti solidali per un Natale che sa di giustizia e cooperazione
massa. “Regala dignità, entra in Bottega!”, c’è scritto nello slogan appeso nella vetrina del negozio di via Cavour 57, dove c’è inciso anche “commercio equo e solidale”. Entriamo per saperne di più e troviamo Monica Marchini, presidente della Cooperativa “Mondo Solidale Massa” che assieme ad un gruppo di volontari gestisce l’attività della “Bottega del Mondo”. Un luogo che non è soltanto un esercizio commerciale, ma un concentrato di storie, progetti, iniziative a favore della dignità dei lavoratori, perché dietro ad un prodotto in vendita ci sono persone, famiglie, gruppi che cercano delle condizioni di vita migliori.
«Dal 1997 l’Associazione “Mondo Solidale” si è occupata di consumo critico, commercio equo e nuovi stili di vita – racconta la presidente Monica Marchini - realizzando attività di sensibilizzazione e informazione a riguardo. In seguito, dal 2014 abbiamo costituito la Cooperativa “Mondo Solidale Massa” che oltre a distribuire i prodotti provenienti dai luoghi più marginalizzati del commercio internazionale, offre una possibilità di lavoro anche a persone svantaggiate. Non si tratta solamente di solidarietà, ma di una occasione di giustizia, perché non possiamo dimenticare le conseguenze drammatiche di un post-colonialismo che ha depredato le risorse di interi Paesi del sud del mondo. In seguito una globalizzazione senza controllo ha provocato il resto, per cui oggi assistiamo ad una distribuzione della ricchezza a vantaggio di pochissimi».
La vendita di questi prodotti sono un approccio alternativo al commercio convenzionale per la promozione della giustizia sociale ed economica, di uno sviluppo sostenibile e rispettoso per le persone e per l’ambiente. Tutto questo si riesce a realizzare grazie ad una relazione paritaria fra tutti i soggetti coinvolti nella filiera commerciale, dai produttori passando tramite gli intermediare e i consumatori, garantendo una retribuzione giusta e i diritti dei lavoratori.
L’obiettivo è quello di creare una cultura che punti alla salvaguardia delle risorse naturali, senza un consumo esasperato, aprendosi così a forme di economia alternativa. «Entrare in Bottega è un po’ come fare il giro del mondo - aggiunge Monica - perché i nostri partner operano in Africa, Asia e America meridionale: abbiamo prodotti alimentari, artigianato, complementi d’arredo, prodotti per la cura della casa e della persona, ma non dimentichiamo anche il territorio apuano con articoli a “km zero, così come i prodotti di “Libera”».
Sara Lavorini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google