Il Tirreno

idee per il rilancio del commercio 

«Riapriremo cento fondi sfitti» Al via il progetto finanziato Cna

«Riapriremo cento fondi sfitti» Al via il progetto finanziato Cna

Previsto un fondo da 300mila euro per sostenere l’avvio di nuove imprese. Chiamati a collaborare i proprietari dei locali vuoti, il Comune e le associazioni  

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CARRARA. I vertici di Cna ci stavano lavorando già da tempo. Il seme di partenza è uno dei progetti partoriti dal tavolo “CreainRete” promosso per il recupero del centro storico di Carrara e dei suoi fondi sfitti, almeno 100, secondo una recente ricognizione. Decine quelli con le luci spente in quello che era un tempo un epicentro di mondanità, cultura e vitalità accogliente e bello, decine quelli abbandonati a degrado, dimenticati e senza speranza, che allontanano il rilancio del centro storico.. Questi fondi sono lì ad attendere che qualcosa si muova. Vuoti. «Nelle scorse settimane, insieme ad alcuni colleghi – racconta Paolo Bedini, presidente di Cna– abbiamo fatto un giro per il centro storico. Lo spirito con cui lo abbiamo fatto era quello di cercare, con le nostre possibilità, di fare qualcosa per far rinascere un centro meraviglioso che attende solo che qualcuno ci creda veramente. Ed ecco l’idea. Mettiamo sul piatto i primi dieci mila euro per far partire il percorso. Il Comune di Carrara deve fare la sua parte e così lo devono fare la Camera di Commercio, le associazioni di categoria, tutte, le imprese e chi è proprietario dei fondi commerciali».

Ecco cosa prevede il progetto illustrato da Cna: la creazione di un fondo speciale, ribattezzato “CarraraUp” di almeno 300 mila euro per sostenere l’avviamento delle nuove imprese che dovranno avere determinate caratteristiche, come la giovane età del titolare, massimo 30 anni e particolari caratteristiche merceologiche; la disponibilità dei privati a mettere a disposizione i fondi del progetto per un minimo di 5 anni in cambio di una ristrutturazione complessiva e di una rivalutazione patrimoniale sicuramente migliore dell’immobile; la disponibilità delle imprese a compartecipare, con il lavoro, la manodopera, le idee, alla ristrutturazione dei fondi commerciali anticipando, di fatto, l’investimento materiale da cui rientreranno nell’arco del periodo in cui il fondo commerciale è affittato. «Sia chiaro – ha spiegato ancora Bedini – non ci stiamo inventando nulla. Il progetto lo hanno scritto le migliori menti di questa provincia, è patrimonio di tutti, e si basa anche su altre esperienze. Ogni centro storico fa storia a se ma noi abbiamo molto da offrire: il vero nodo è che non ci crediamo e che ci giriamo dall’altra parte. Andiamo a Pietrasanta ed in altri centri storici perché c’è vita e luce. Dobbiamo ricreare le stesse condizioni ma con una nostra identità».

Per Cna, che chiude un anno molto positivo da tutti i punti di vista con il consolidamento delle tre sedi (Massa, Carrara e Aulla), l’iperattività sul territorio e l’incontro di 500 imprese nei soli ultimi due mesi, ci sono poi altri punti che costituiranno l’ossatura dell’attività sindacale: «questo progetto si farà se avremo tutti il solito punto di vista, non si farà se continueremo a difendere posizioni di pochi» —
 

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di Redazione web