Gioco
La Carducci incontra il sociale poi vola alla London School 21
Cesvot, Comune, associazioni, insieme per realizzare una mappa del volontariato La dirigente: «Sviluppare nei nostri alunni responsabilità, sul modello inglese»
carrara. Essere utili per gli altri, donare un po’ del nostro tempo: questa la parola chiave alla base del progetto che si sta realizzando in questi giorni tra i 420 alunni della scuola media Carducci e il mondo del volontariato. Il progetto si intitola “Empatia e prosocialità: competenze per il XX secolo. La scuola incontra il volontariato”, ed è realizzato con il patrocinio del comune e in collaborazione con il Cesvot, le associazioni comunali che operano nel campo del sociale, e gli operatori di Apuafarma. L'obiettivo è quello di realizzare una mappa ragionata, riportante le realtà del volontariato che operano a Carrara. Mappa che sarà presentata nel corso di una conferenza stampa interamente organizzata dai ragazzi, in programma per venerdì 11 gennaio, al cinema Garibaldi di via Verdi. Ad aiutare gli studenti delle medie nella preparazione della conferenza, ci saranno gli studenti del corso di grafica del liceo artistico Gentileschi. «La finalità – spiega Luciana Ceccarelli, dirigente dell'istituto comprensivo – è di sviluppare nei giovani empatia, prosocialità, responsabilità, capacità argomentativa e resilienza, come indicato dalle nuove raccomandazioni dell'Unione europea del giugno 2018. Queste sono competenze fondamentali per le nuove generazioni, con importanti ricadute anche sui processi cognitivi degli alunni. Questo è un progetto pilota – prosegue – e vuole essere un importante e complesso compito di realtà rivolto al sociale, che possa comunicare ai ragazzi il senso dell'utilità qui ed ora, di ciò che si fa a scuola, che possa promuovere nei nostri preadolescenti la consapevolezza di essere impegnati in un compito vero, utile non solo a se stessi, ma anche agli altri». Gli studenti sono stati suddivisi in piccoli gruppi da quindici (per un totale di 26), sono composti in verticale, cioè come studenti di prima, seconda e terza media. Fino al 21 dicembre lavoreranno per confezionare la conferenza stampa, ma soprattutto in aula parleranno per tutte le ore con operatori di associazioni attive nel sociale, come per esempio la protezione civile, la Vab, il Cif comunale, i ragazzi di "Giovani al centro", solo per fare alcuni esempi che gli spiegheranno il significato del volontariato, del donare tempo agli altri, e di come rendersi utili. Il 5 febbraio la dirigente Luciana Ceccarelli accompagnata da due insegnanti sarà a Londra per visitare la London school 21, che applica questo metodo già da tempo. Per chi non lo sapesse, l'empatia è la capacità di comprendere a pieno lo stato d'animo altrui, sia gioia o dolore. La prosocialità: qualsiasi comportamento volontario diretto a portare beneficio ad altre persone. La resilienza, la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici. Insomma, la scuola che insegna non solo a studiare, ma applicando metodologie contemporanee in grado di aiutare i ragazzi a rendersi utili e sentirsi positivi — A.P.
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