Il Tirreno

Il mercato a massa 

I librai esistono ancora, tra volumi unici La scuola aiuta, ma i giovani leggono J-Ax

Manuela D’Angelo
I librai esistono ancora, tra volumi unici La scuola aiuta, ma i giovani leggono J-Ax

Tre filosofie a confronto per sopravvivere nell’era degli e-book e degli acquisti su Amazon. Sperando tornino i Classici

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Che sia la piccola bottega, piena di scaffali alti e stretti, con la luce soffusa, oppure uno spazio più moderno, luminoso e accogliente, dove i classici stanno sul soppalco, o ancora un mega store, dove i libri sono la parte importante di un progetto molto più ampio, in ogni caso la libreria rimane un posto suggestivo. E forse anche magico, perché è necessaria una magia per riuscire a rimanere aperti nell’era degli e-book, dei libri nei supermercati e degli acquisti on line. Anche per questo, la classifica del Sole 24 Ore, che vede Massa-Carrara la provincia con più librerie aperte di tutta la nazione (in proporzione al numero di abitanti), 34 per essere precisi, 17,4 ogni centomila abitanti, ha lasciato molti librai perplessi: «Siamo un popolo di grandi scrittori e poeti- racconta Anna Bigini, titolare di Libri in Armonia, una storica libreria del centro di Massa – ma non siamo un popolo di lettori». Lei lo sa bene. Fa questo mestiere da 30 anni, la sua libreria è la più frequentata in assoluto della città, il giusto equilibrio tra antico e moderno, per accontentare una platea di lettori sempre meno interessata. «Mio padre – racconta – non è arrivato alla terza media, eravamo in tempo di guerra, ma sapeva leggere e mi insegnò quando avevo quattro anni. Imparai subito e non smisi più. Forse era destino che diventassi una libraia. Come si sopravvive? Negli anni Novanta sotto Natale quando i rappresentanti ti proponevano le ultime novità, facevi grandi ordini e alla fine dell’anno, soltanto con quell’operazione, avevi guadagnato abbastanza da coprire le spese vive della libreria. Oggi questi volumi li comprano scontati nei supermercati. Quindi abbiamo quasi abbandonato questo mercato – ci dice mentre prende in mano l’ultimo volume di Donato Carrisi– vede, qualche copia la tengo. Ci salvano i libri per bambini, i libri scolastici, la cartoleria e un lavoro di ricerca continuo, per avere in libreria titoli il più possibile non commerciali».

La libreria più antica di Massa è Mondoperaio, classe 1978: nell’ingresso c’è da sempre il dipinto di Pierpaolo Paolini, che riproduce il Quarto stato di Giuseppe Pellizza e Silvano Cricca è uno degli ultimi esemplari di libraio tradizionale, parola che porta in sé un’aura leggendaria e un amore così smisurato per i libri da conoscere i nomi di tutti i suoi 11mila titoli. Cricca è una figura quasi mitica. Vende saggistica internazionale, ha una sezione dedicata solo alle autrici femminili; un pc con una pagina Facebook dove pubblica una copertina al giorno, senza altri commenti inutili: «Oggi sono tutti librai – spiega – come sono tutti allenatori di calcio. L’utente pensa di sapere da solo cosa voglia e cosa gli serva, entra all’Esselunga, vede i titoli primi in classifica e li compra. Noi non esisteremmo più se non dessimo qualcosa di diverso. Delle novità seleziono soltanto 200 titoli. Gli altri li puoi trovare ovunque, altrove. Le grandi catene non devono farci troppa paura: sapete quanta vita ha un libro alla Feltrinelli? Venti giorni, dopo i quali se non ha avuto movimentazione viene rispedito alla casa editrice. Nella nostra libreria i libri hanno vita eterna. Li ho letti tutti, li ho scelti e li propongo al mio pubblico. Per lo più giovani donne».

Ma c’è anche un terzo punto di vista. La Mondadori ha aperto a Massa soltanto tre anni fa. Un’operazione coraggiosa. Il titolare è un giovane giornalista, Michele Scuto: «Il nostro pubblico oggi sono i giovani e non possiamo ignorare i loro gusti e le loro esigenze; leggono tanto, ma solo quello che gli piace, le biografie del calciatore o del cantante di turno, gli Yuotuber, le storie scritte dai loro idoli. In vetrina abbiamo tutti i primi in classifica: “L’amica geniale”, “Animali fantastici”, e non mi scandalizzo se va forte J-Ax, Fedez, o “Io sono il calcio” di Zlatan Ibrahimovic. Non ci permettiamo di discriminare nessun genere. Vendiamo di tutto, siamo stati i primi in Italia ad “inventarci” il book-store e le librerie tradizionali si sono adeguate col tempo. Abbiamo 20mila libri sugli scaffali e se ci manca un titolo lo ordiniamo e in 24 ore arriva in negozio. Ogni libreria a Massa è stata capace di ritagliarsi il suo spazio, la sua nicchia e il suo pubblico. Se una libreria chiude non ci guadagna nessuno. Se sopravviviamo è per il contatto con i clienti e i rapporti personali. I miei giovani forse oggi leggono gli Youtuber, ma magari domani entreranno per comprare un classico. L’importante è educare alla lettura» —

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