Il Tirreno

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Siamo primi in Italia per numero di librerie quasi ultimi per nascite ed ecosistema urbano

C.F.
Siamo primi in Italia per numero di librerie quasi ultimi per nascite ed ecosistema urbano

Le statistiche del Sole 24: la provincia apuana al 67° posto: la peggiore della Toscana ma in recupero di cinque posizioni

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massa carrara. Come si vive in provincia di Massa Carrara? Statisticamente “così e così”: la ormai tradizionale classifica stilata e pubblicata ogni anno dal Sole 24 Ore piazza quest’anno il territorio apuano alla posizione 67 (su 107 province), cioè a metà graduatoria. Con un segnale di miglioramento, però, che conferma l’andamento a saliscendi in questo report: saliamo di 5 posizioni in classifica rispetto al 2017, quando eravamo al 72° posto, mentre nel 2016 e nel 2015eravamo al 49°). Il trionfo della medietà.

Siamo comunque ultimi i Toscana (dove la provincia migliore è Firenze, 22° posto)e lontanissimi dalla provincia vincitrice: Milano.

Guardando ai diversi indicatori, la graduatoria del Sole conferma un primato nazionale di Massa Carrara: quello del numero di librerie. Ce ne sono 17,4 ogni centomila abitanti, ossia – dato che la popolazione complessiva di Massa Carrara è di 197mila anime – 34 librerie sparse da Zeri a Montignoso. Un record: cinque volte più delle librerie che esistono a Lodi e tre volte di più di quelle di Prato, per dire. Questo dato, assieme alle performance medio alte per quanto riguarda la spesa pro capite per spettacoli e il numero di Onlus, fa salire Massa Carrara alla 26esima posizione per quanto riguarda “cultura e tempo libero” (la prima è Firenze).

Dove, invece, Massa Carrara sta in fondo alle graduatorie – a denunciare una tendenza non poco preoccupante – è negli indicatori afferenti a “demografia e società”. Qui ci piazziamo alla posizione numero 94 (sempre su 107), a causa, soprattutto, di uno dei peggiori indici di vecchiaia del paese: 236,1 anziani ogni 100 giovani; e di un bassissimo indice di natalità: 6,2 nascite ogni mille abitanti, accompagnato da un altrettanto alto indice di mortalità: 13,2 decessi ogni mille abitanti i in un anno. Insomma, la popolazione apuana invecchia sempre di più, ci sono di conseguenza sempre più decessi e meno nascite, e questa tendenza non è compensata dal saldo migratorio (cioè la differenza fra gli apuani che cambiano residenza e altri cittadini, stranieri e italiani, che vengono a vivere a Massa). Che è positivo (più 629 unità) ma non sufficiente a coprire il saldo naturale (il rapporto tra nati e morti) negativo di 1.360 unità. — C.F.

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